CORRADO CATTANEO
Cronaca

Naufragio sul lago Maggiore, gli 007 annegati erano in “una delicata attività operativa” con gli agenti del Mossad

A quasi un anno di distanza dalla tragedia avvolta dal mistero, arriva una prima conferma ufficiale da una targa in ricordo di Tiziana Barnobi e Claudio Alonzi: erano in missione

Sesto Calende (Varese) – Hanno entrambi perso la vita "nelle acque del lago Maggiore il 28 maggio nel corso dello svolgimento di una delicata attività operativa con servizi collegati esteri”. A quasi un anno dalla tragedia del lago Maggiore, in cui morirono gli 007 italiani Tiziana Barnobi, 53 anni, e il maresciallo 62enne dei carabinieri Claudio Alonzi, in forza all'Aise (oltre a Erez Shimoni del Mossad e Anja Bozhkova, moglie dello skipper dell'imbarcazione, finito sotto indagine, Claudio Carminati) arriva la prima versione ufficiale su quel tragico incidente.

Gli 007 italiani Claudio Alonzi e Tiziana Barnobi, morti annegati nel Lago Maggiore
Gli 007 italiani Claudio Alonzi e Tiziana Barnobi, morti annegati nel Lago Maggiore

Su quella barca, la Gooduria, inabissatesi sul fondale a 16 metri di profondità per via di un temporale che ha spazzato il lago Maggiore, era in corso "una delicata attività operativa con servizi collegati esteri" come si legge sulle biografie dei due 007 morti comparse in questi giorni nella nuova sede del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, accanto ai nomi di altri colleghi caduti in servizio: Nicola Calipari, Vincenzo Li Causi, Lorenzo D'Auria, Pietro Antonio Colazzo.

Una targa che quindi, per la prima volta, chiarisce il motivo di quella che sino a oggi era stata definita una "gita tra colleghi" sulle acque del Verbano. E una spiegazione che aiuta forse anche a capire cosa sia realmente accaduto in quel tardo pomeriggio del 28 maggio scorso, quando una tromba d’aria si abbattè sulla parte meridionale del lago Maggiore, a Lisanza vicino a Sesto Calende: lo skipper-proprietario dellaGooduria Carminati, mentre tutte le altre imbarcazioni rientravano a riva avendo visto il cielo oscurarsi, scelse invece di restare a 150 metri al largo.

Era forse al corrente del fatto che fosse in corso quella "delicata attività operativa" tra 007 italiani e israeliani? Domanda a cui è oggi impossibile rispondere e su cui è comunque è in corso un'inchiesta. Di certo su quell'imbarcazione del 1982 battente bandiera slovena delle 23 persone a bordo 21 sono agenti dei servizi segreti, 8 dell’Aise e 13 del Mossad. E non per una gita, ma ufficialmente in missione.