Il team che sostiene Scaramellini
Il team che sostiene Scaramellini

Sondrio, 19 giugno 2018 - Botta e risposta a distanza tra Matteo Salvini, per la seconda volta in poco più di due settimane a Sondrio per appoggiare la candidatura a sindaco di Marco Scaramellini con la coalizione di Centrodestra, e il quasi ex sindaco del capoluogo, Alcide Molteni, candidato come consigliere insieme a Nicola Giugni, l’altro sifdante al ballottaggio di domenica. «Ormai è già una tradizione, ogni dieci giorni in Valtellina», ha esordito il vice premier e ministro degli Interni in una piazza Garibaldi gremita. Salvini ha parlato di immigrazione, tema caldo di questi giorni, che il ministro ha trattato anche in chiave locale. «Chi ci guadagnava nel Far West che c’era prima? Sicuramente albergatori che, anche in Valtellina, hanno lucrato su questa situazione».

Parole forti e riferite in particolare ad un albergatore della Bassa Valtellina che ha trasformato il suo hotel in un Centro di accoglienza profughi, portando la sua storia e testimonianza anche sulle tv nazionali. Non poteva mancare, però, un messaggio agli elettori, con un pizzico, nemmeno velato, di polemica. «Vi chiedo di andare a votare domenica - ha detto -. Chi non andrà alle urne e sceglierà di andare in vacanza poi per i prossimi 5 anni perderà il diritto di parola e non potrà lamentarsi. Il Pd, mi dice Marco, lo sta attaccando – ha proseguito, scherzando, quando il microfono “saltava” sul fatto che Nicola Giugni volesse metterlo a tacere - ma se la sinistra passa il tempo a insultare Scaramellini e la Lega e non a offrire una visione della città del futuro, vuol dire che non ha idee e ha già perso». E poi ha scherzato ancora: «Guardate quanti populisti sul palco, quanti delinquenti, non so come facciano a pensare di affidarvi una città bella come Sondrio, ma del resto se circolano “personaggi” come Putin e Trump, ci può stare anche Scaramellini...». Già due settimane fa, Salvini aveva accusato il Centrosinistra di aver fatto solo disastri a Sondrio, e quelle parole, così come le ultime di domenica scorsa, non sono andate giù a Molteni, la risposta non si è fatta attendere.

«Mi stupisce questa assidua presenza a Sondrio di Salvini – ha affermato dalla stua, la fascia tricolore ancora in bella vista e sfoggiata con orgoglio -. Forse non sa che nella nostra città i problemi che ha tanto a cuore, i campi rom, gli accampamenti di profughi e, spero, la criminalità organizzata, non sono di casa. Le sue amate ruspe dovrebbe metterle in azione in altre zone, ma lì preferisce ad andare solo per seguire le partite». «Voglio tranquillizzare chiunque tema in una mia presenza futura “dietro” le teste che governeranno Sondrio, mi farò da parte come è giusto che sia – ha concluso Molteni -. Lascio al mio successore una città caratterizzata da pulizia, ordine pubblico, da scuole che funzionano e strutture pubbliche di qualità oltre che a norma. Se ci sono pecche (i servizi sanitari che vorrei migliori, i trasporti ferroviari e l’esagerata presenza della grande distribuzione ai confini della città) sono tutti aspetti di cui deve farsi carico non il Comune, ma Regione Lombardia».