La strada chiusa a causa della frana del Ruinon
La strada chiusa a causa della frana del Ruinon

Valfurva, 31 agosto 2019 - Le auto non passano più sulla strada provinciale numero 29 tra Sant'Antonio e Santa Caterina in Valfurva da più di dieci giorni, ma dal distacco di grossi massi dal versante, finiti sulla strada, è capitato più di una volta che ciclisti eludessero il divieto e transitassero comunque. Da qui la decisione della Provincia di Sondrio di mettere dei «Jersey» in cemento all'altezza dei cancelli in prossimità della frana, posizionati qualche giorno fa, «in quanto c’è stato transito di biciclette e altri mezzi – spiega il vice sindaco di Valfurva, Luca Bellotti - e la zona, soprattutto in questo momento, è ad alto rischio per la possibile caduta di materiale. Pertanto,si invita tutti a non passare, soprattutto nella parte bassa».

Intanto, nel pomeriggio di giovedì si sono riuniti 57 operatori economici di Santa Caterina Valfurva, i quali hanno conferito mandato al loro legale, l'avvocato Ezio Trabucchi, di assisterli in merito ad alcune iniziative che, chiedono unanimemente, vengano assunte a breve, medio e lungo periodo dagli enti competenti. Alla Provincia di Sondrio si chiede la riapertura della strada da e per Santa Caterina entro il termine perentorio del 30 settembre, così da poter programmare l’imminente stagione invernale, dopo i rilevanti danni economici subiti in quella estiva appena conclusasi.

«Tutti gli interventi previsti per l’immediato, e peraltro da tempo sollecitati – scrivono – cioè i lavori di brillamento dei massi pericolanti, di intubamento delle acque che si infiltrano nel corpo frana (intervento urgente e provvisorio in attesa di quello definitivo) nonché le opere di difesa passiva (allargamento del vallo con posizionamento delle rete metalliche), possono e debbono essere realizzati entro un mese, senza le incertezze dimostrate nelle ultime settimane dalla Provincia, proprietaria della strada». Nei prossimi giorni verranno rese note le altre iniziative a medio e lungo periodo.«Questa volta la nostra voce si sentirà forte e chiara nell’interesse delle nostre attività imprenditoriali ma anche di tutta la nostra Valle – affermano gli operatori - dopo tanto tempo (anzi troppo) nel quale siamo stati in silenzio e fiduciosi in una soluzione definitiva del problema «Ruinon», soluzione invece che, in 35 anni, non c’è stata».