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MICHELE PUSTERLA
Cronaca

Tirano, l’amico di famiglia non ha violentato la ragazzina: assolto dopo 8 anni

Sentenza per il 60enne a processo per presunti abusi ai danni della figlia di una coppia di suoi conoscenti: si era sempre dichiarato innocente

L'ingresso del Tribunale di Sondrio
L'ingresso del Tribunale di Sondrio

Tirano (Sondrio) – Diverse udienze in Tribunale a Sondrio e ieri la tanto attesa sentenza. Il Collegio giudicante (presidente Carlo Camnasio, a latere i giudici Giulia Estorelli e Francesca Palladini), dopo una Camera di Consiglio-lampo (durata circa mezzora), hanno assolto l’imputato, un 60enne all’epoca dei fatti, risalenti al 2015, dalla pesante imputazione di violenza sessuale aggravata ai danni di una minorenne, una ragazzina che frequentava l’ultimo anno delle scuole medie.

L’uomo, difeso dagli avvocati Giulio Speziale ed Erica Alberti con studio a Morbegno, è stato assolto perchè “il fatto non sussiste“, ossia ai sensi del secondo comma dell’articolo 530 del Codice (l’equivalente dell’ex insufficienza di prove).

La vicenda, protagonisti tutti italiani, risalente a circa otto anni fa, in un paese del Tiranese, ha portato la famiglia della minorenne - assistita dall’avvocato Cristina Del Dosso Vanari di Sondrio - a sporgere querela contro l’uomo, fortemente sospettato di avere abusato della loro figlia, approfittando del fatto della frequentazione e conoscenza con il sessantenne, essendo un amico di famiglia.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri e si sono avvalse anche del contributo dei Ris (Reparto investigazioni speciali) dell’Arma che, tuttavia, non avrebbero portato ad acquisire elementi di prova delle violenze a carico del denunciato il quale, mai arrestato o raggiunto da altre misure restrittive della libertà personale, ha sempre respinto con forza le accuse. Nonostante la decisa difesa, il sospettato venne rinviato a giudizio al termine dell’udienza preliminare a suo carico. E, nell’aula del Tribunale di Sondrio, dove si è celebrato il processo, il pm Giulia Sicignano, a conclusione della sua articolata requisitoria, aveva chiesto la condanna a otto anni di reclusione.

Diametralmente opposte le richieste degli avvocati Giulio Speziale ed Erica Alberti le cui tesi difensive sono state accolte dal Collegio giudicante. Ora si attendono i canonici 90 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza. Dopodichè il rappresentante della pubblica accusa, la dottoressa Sicignano, potrà valutare l’opportunità o meno di impugnare in Appello l’assoluzione.