ll consigliere Giuseppe Vitale
ll consigliere Giuseppe Vitale

Tartano, 18 giugno 2019 -  Due delibere, approvate in questi giorni, che sollevano una nuova bufera sul Municipio di Tartano. Una riguarda l’accesso agli atti da parte di tutti i consiglieri, compresi quelli di minoranza. «I consiglieri dovrebbero avere una corsia preferenziale, come avviene in tutti i Comuni - afferma Giuseppe Vitale del gruppo che alle ultime elezioni ha sostenuto la candidatura a sindaco di Piergiorgio Gusmeroli nella lista “Per la Valtartano” - invece la delibera, approvata da questa neo Giunta comunale che opera in versione ridotta perchè sprovvista, per legge, del suo capo naturale, ha lo scopo di istruire tutto il personale dell’ente, affinchè procedano, anche nei confronti dei consiglieri di minoranza, ad applicare le identiche modalità che gli uffici applicano in caso di richiesta da parte di qualsiasi cittadino utente. Così facendo si applicherebbero dei gravosi limiti ai diritti di accesso da parte di tutti i pubblici amministratori, anche a quelli che devono vigilare sull’operato chi governa il paese. Si viola un principio generale dell’attività amministrativa, al fine di favorire la partecipazione e assicurare l’imparzialità e la trasparenza». Vitale, poliziotto di professione, non intende retrocedere di un passo.

«I due signori della Giunta, per noi illegittima - aggiunge Vitale - per come è venuta alla luce, cercano di raccontare “bugie pubbliche” quando motivano l’adozione di un provvedimento che tenta di ostacolare la nostra azione di controllo, sostenendo che le richieste di atti “si sono intensificate in modo esponenziale” (mentre si tratta di 2 sole richieste). Poi sembra sia rivolto, il suddetto limite, ai soli consiglieri di minoranza. Abbiamo chiesto al segretario comunale di fissare date e orari in cui, in sua presenza, possiamo avere regolare accesso ad atti e documenti depositati in Comune. Siamo in attesa di una risposta. E poi c’è l’altra delibera, quella che dà incarico a un legale, di essere pronto a intervenire contro le uscite ritenute non appropriate della minoranza. Ha tanto il sapore di un atto intimidatorio, fatto peraltro a spese dei contribuenti. In un piccolo borgo di montagna le scarse risorse disponibili andrebbero utilizzate per scopi più elevati di quelli di incutere timore a chi non la pensa come chi è al governo, peraltro illegittimo perchè nominato da un sindaco sospeso dal prefetto».