A Tartano un incendio dopo l’altro: cresce la paura. “Qui c’è un piromane, dovete fermarlo”

Tanti i roghi di evidente matrice dolosa. Nel mirino ci sono auto e alloggi: la gente è esasperata. Indagano i carabinieri di Ardenno e della Compagnia di Sondrio

L’utilitaria in fiamme in contrada Dosso

L’utilitaria in fiamme in contrada Dosso

Talamona (Sondrio) – Un nuovo rogo di sospetta matrice dolosa - per non dire certa - è divampato nelle ultime ore. A essere colpita, in questo caso, l’abitazione di Talamona di una giovane donna, Sara Pasina. È accaduto domenica. E la proprietaria ha subito ingenti danni. Come, nei giorni precedenti, quelli patiti da un’altra donna, Doris Borla, residente a Morbegno, seconda casa a Tartano e promotrice tempo fa con altri residenti d’una petizione per chiedere d’indagare di più, la cui vettura, davanti casa, è stata ridotta a un ammasso di lamiere fumanti.

O come, pochi giorni fa, i danni subiti da una ragazza, Valentina Bianchini, che era salita in località Dosso, sopra la contrada Campo, sempre in territorio comunale di Tartano, a fare visita al padre. Al momento di andarsene la giovane ha trovato la macchina parcheggiata, un’utilitaria, che stava bruciando. Si è reso necessario l’intervento dei Vigili del fuoco del distaccamento di Morbegno per spegnere l’incendio.

E i pompieri - ultimamente chiamati a un super lavoro in questo piccolo e grazioso paese incastonato sulle alpi Orobie, dopo una tregua di alcuni mesi - erano già dovuti uscire dalla caserma morbegnese per un rogo che, in frazione Spini, aveva colpito, soltanto alcuni giorni prima, l’appartamento di Antonello Zibra, un turista di Rovellasca, in provincia di Como, che è riuscito a contenere i danni soltanto perché aveva adottato la precauzione di usare materiali e sostanze altamente ignifughe per isolare e proteggere i locali, in quei momenti disabitati perché lui e la famiglia non erano in vacanza nel borgo.

Una sequenza di casi che ha destato più di un sospetto e per i quali si stanno cercando eventuali matrici comuni. Il sindaco Osvaldo Bianchini è sbottato: "Non se ne può più. Fermate l’incendiario...". La popolazione è esasperata e fra gli abitanti c’è chi teme che se il responsabile non viene al più presto arrestato e condotto in carcere qualcuno passi alle maniere forti, non aspettando più i tempi della giustizia. È quanto, ovviamente, si spera non debba mai avvenire, in attesa della fine delle indagini dei carabinieri di Ardenno e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sondrio attraverso pure la visione delle immagini delle telecamere che, intanto in paese, stanno spuntando come funghi.