La polizia sul luogo dell'omicidio
La polizia sul luogo dell'omicidio

Sondrio, 11 aprile 2019 - È uscito dal carcere Giulio Paganoni, il 73enne sondriese che all’alba di lunedì ha ucciso la sorella Andreina, 87enne con seri problemi di salute, e aveva, poi, intenzione di togliersi la vita. L’uomo ieri è comparso davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Carlo Camnasio, per l’interrogatorio di convalida del fermo scattato lunedì mattina.

Al gip, e davanti al procuratore Claudio Gittardi e al suo difensore, l’avvocato Giuseppe Romualdi, ha raccontato quello che aveva già detto agli agenti e al sostituto procuratore Antonio Cristillo prima dell’arresto. «Non ce la facevo più, mi sono trovato in un tunnel da cui non riuscivo a uscire – ha spiegato Paganoni, ex dipendente dell’Enel ora in pensione -. Amavo mia sorella, ma non riuscivo più ad occuparmi di lei come dovevo. Avevo anche assunto una badante ma non andava bene, l’ho mandata via sabato e mi sono ritrovato di nuovo da solo. Per questo l’ho uccisa, poi volevo ammazzarmi, ma non ho fatto in tempo».

L’uomo, infatti, dopo aver strangolato la sorella con un foulard ha preparato una corda con un cappio, l’ha attaccata alle inferriate di una finestra. Poi ha chiamato il 112, non tanto per costituirsi, ma per far sì che i loro corpi, il suo e quello di Andreina, venissero trovati al più presto. Il poliziotto che ha raccolto la sua terribile confessione, però, ha capito la gravità della situazione ed è riuscito a tenerlo al telefono abbastanza a lungo da permettere ai colleghi di arrivare e fermare il gesto autolesionistico. Quando gli agenti della Squadra Volante sono arrivati nell’appartamento in via Torelli 61 sul tavolo hanno trovato un biglietto di addio, nel quale Giulio Paganoni raccontava cosa aveva fatto e il perchè, e i soldi che sarebbero dovuti servire per i due funerali, così che nulla fosse lasciato al caso e la sua decisione non pesasse economicamente sull’altro fratello, che vive a Milano. Dopo l’interrogatorio di convalida il Gip si è riservato di decidere in merito alla misura cautelare da applicare al 73enne. Dopo poche ore ha sciolto la riserva: niente carcere, un po’ per l’età avanzata dell’assassino reo confesso, un po’ perché non sussistono pericolo di fuga o di reiterazione del reato. Paganoni è ora agli arresti domiciliari, non nell’alloggio del delitto, ancora sottoposto a sequestro, ma presso dei parenti.