FULVIO DOMENICO D'ERI
Cronaca

Sondalo, anziano ricoverato dopo 14 ore a 109 chilometri di distanza: “Un calvario”

Il Pronto soccorso scoppia e il personale scarso nei numeri è sotto pressione. Dopo un’eterna attesa il pensionato trasferito a Chiavenna perché al Morelli non c’è posto

Sharon e il nonno Gino Bormolini

Sharon e il nonno Gino Bormolini

Ma si possono percorrere più di 100 chilometri per essere ricoverato? La risposta sarebbe un bel no, grande come una casa. Invece è quel che è successo ad un ottantunenne residente a Sondalo, così come ha raccontato su Facebook la nipote Sharon Bormolini e come ci hanno riferito i rappresentanti del movimento Rinascita Morelli Autonomo.

I fatti. “L’ultimo giorno dell’anno – riporta nel suo post Sharon – mio nonno Gino è stato male. Dopo una notte di febbre altissima, tosse, male diffuso…, uno stato di confusione non indifferente decidiamo di chiamare l’autoambulanza”. L’autolettiga arriva presto. “Le prime core al Morelli sono state amorevoli, personale gentilissimo… ma ci rendiamo conto che è poco rispetto all’afflusso di gente”.

Dopo gli accertamenti, i medici comunicano alla famiglia che il nonno di Sharon deve essere ricoverato. “Ci dicono che in Medicina non c’è posto, ci cadono le braccia (negli ultimi anni sono stati 300 i posti letto "tagliati")”. Si opta per il trasferimento, non a Sondrio, addirittura a Chiavenna. “Noi avremmo preferito Sondalo ma dopo 12 ore di pronto soccorso, ci siamo detti che sarebbe andato bene anche Sondrio. Alle 21.09 ci hanno detto che sarebbe stato ricoverato a Chiavenna (a 109 km di distanza ndr). Siamo partiti alle 21.44 per Chiavenna, mio nonno sdraiato in autoambulanza e una signora (anche lei bisognosa di ricovero) seduta. L’arrivo a Chiavenna alle 23.39. E lì, altro tampone per il Covid negativo anche quello”.

La situazione si aggrava. “Mi chiedo perché essere obbligati ad uno spostamento di due ore (senza mangiare e dopo 12 ore in Pronto soccorso) avendo un ospedale gigantesco. Lì mi dicono che è affetto da una polmonite intersiziale. Spero che i sindaci trovino una soluzione”.