Scandalo smaltimento rifiuti: "Abbiamo agito con correttezza. Lo dimostreremo al processo"

Livigno, alcuni tra i principali accusati dei 17 rinviati a giudizio si difendono con forza "Il dibattimento servirà a fare piena chiarezza sulla vicenda. Abbiamo fatto il bene del paese".

Scandalo smaltimento rifiuti: "Abbiamo agito con correttezza. Lo dimostreremo al processo"
Scandalo smaltimento rifiuti: "Abbiamo agito con correttezza. Lo dimostreremo al processo"

Alcuni dei principali imputati per il presunto smaltimento illecito di rifiuti a Livigno si difendono, convinti che la verità verrà presto a galla. E, intanto, emergono i nomi delle altre 13 persone rinviate a giudizio martedì. "Come sindaco e cittadino respingo le accuse e attendo con serenità di confrontarmi con il Tribunale per far valere la mia estraneità a qualsiasi ipotesi di irregolarità – parla il sindaco, Remo Galli (foto) -. Io per primo ho interesse che venga fatta luce sulla vicenda, e ho massima fiducia nella magistratura". Si difende anche l’assessore Christian Pedrana, con delega ai rifiuti: "Ho completa fiducia nel sistema giudiziario e sono fermamente convinto che, al processo, avrò l’opportunità di dimostrare la mia totale estraneità ai fatti contestati. Il rinvio a giudizio non cambia il mio impegno e dedizione. Sono sereno nella convinzione che la verità uscirà. Faccio affidamento sul mio avvocato e sulla giustizia per far emergere la mia estraneità a qualsiasi ipotesi di irregolarità contestata".

Oltre a loro sono stati rinviati a giudizio anche il predecessore di Galli, Damiano Bormolini, e il comandante della Polizia Locale, Cristoforo Franzini, l’unico che, nel luglio del 2022, fu colpito da una misura cautelare: interdetto dai pubblici uffici per 9 mesi. Poi, andranno a processo (l’inizio il 7 maggio a Sondrio) anche 2 vigili, Mario Pedrini, 40 anni, unico non residente a Livigno ma a Bormio, e Claudio Pini, 45enne; e il responsabile del Servizio informatico comunale, il 47enne Matteo Guggiola. Ci sono poi gli albergatori Oscar e Tamara Salari, 52 e 46 anni, titolari della “Baita della luna”, e 8 commercianti: Sandro Rocca, 75 anni; Monica Faifer, 53 anni; Claudio Cantoni, 62 anni; Mirco Rocca, 24 anni; Derio Claoti, 55 anni; Mirco Gualberto Cusini, 61 anni; Barbara Maria Cusini, 68 anni; Stefano Rocca, 60 anni.

Nelle carte dell’indagine anche la trascrizione di un’intercettazione ambientale che confermerebbe come il sindaco Galli sapesse come avveniva lo smaltimento. "Ogni commerciante avrebbe avrebbe dovuto smaltirsi i suoi profumi e pagare", aveva spiegato al segretario comunale che chiedeva risposte dopo una perquisizione. "Gli abbiamo fatto un servizio in pratica?", aveva chiesto sui rifiuti (non solo profumi), e la risposta di Galli: "Li pagavamo noi".