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4 giu 2022

Porta via l’auto a una donna, preso latitante

Nel ’98 uccise una signora a Palermo per rubarle i gioielli. Era in fuga dai domiciliari per dare la caccia alla moglie e rapire il figlio

4 giu 2022
daniele de salvo
Cronaca

di Daniele De Salvo

La 66enne lecchese non sapeva che si trattava di un killer che ha già ammazzato una donna, né che fosse evaso e neppure che stesse dando la caccia a sua moglie che lo ha lasciato, per rapire il loro figlio di 9 anni.

Quando se l’è ritrovato sulla sua Fiat Panda che ha sopreso a rubare, lei ha così provato a fermarlo avvinghiandosi alla portiera, credendo che si trattasse magari di un “semplice“ ladro d’auto. Solo dopo che lui l’ha presa a sportellate e ha messo in moto l’utilitaria trascinandola per alcuni metri sull’asfalto, ha compreso che quell’uomo sarebbe stato capace veramente di ucciderla e ha mollato la presa.

La fuga di Vincenzo Serio, siciliano di 44 anni, ora è però finita: i carabinieri lo hanno localizzato e arrestato a Fidenza, in provincia di Parma. Era a bordo proprio della Panda che martedì a Veduggio con Colzano ha rapinato alla signora di 66 anni che risiede in un paese della Brianza lecchese. Il 44enne il 22 luglio del ‘98 ha accoltellato per 64 volte e ucciso la 43enne Aurora Labruzzo, che era a casa da sola nel suo appartamento nel condominio del rione Brancaccio di Palermo, dove abitava. L’ha uccisa per rubarle i gioielli che le aveva regalato il marito.

Nonostante l’efferato delitto, parecchi altri precedenti penali tra cui estorsioni e sebbene fosse stato arrestato di nuovo nel 2020 dai militari di Merate, nella zona in cui si era trasferito, per l’ennesima rapina messa a segno all’ufficio postale di Salsomaggiore, stava beneficiando dei domicialiari con il braccialetto elettronico, che tuttavia settimana scorsa si è strappato per scappare e cercare la moglie: voleva fargliela pagare di averlo lasciato e di stare insieme a un altro e voleva riprendersi e portarsi via con la forza il loro figlio più piccolo. Per scongiurare che la trovasse, la donna e i figli sono stati trasferiti al sicuro in una località segreta protetta.

Durante la latitanza, sulla sua strada ha appunto incontrato pure la 66enne lecchese, a cui ha letteralmente scippato l’auto e che probabilmente avrebbe ammazzato senza problemi se lei non lo avesse lasciato andare. Lei lo ha formalmente riconosciuto come il bandito che l’ha rapinata. È rimasta scioccata quando ha saputo con chi suo malgrado ha avuto a che fare.

Gli investigatori, che erano comunque già sulle sue tracce ed erano pronti a tutto pur di fermarlo, perché ritenuto estremamente violento e pericolso, fortunatamente lo hanno bloccato in fretta. Ora si trova in cella, nel carcere di Parma.

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