È polemica sui fondi per i battelli
È polemica sui fondi per i battelli
Proseguono le polemiche sulla chiusura della statale Regina per il via al cantiere della Variante della Tremezzina. Questa volta a far discutere è l’annuncio dei 2,5 milioni di euro che il Governo ha deciso di mettere a disposizione della Navigazione per potenziare il servizio a partire da fine novembre, quando la strada sarà chiusa...

Proseguono le polemiche sulla chiusura della statale Regina per il via al cantiere della Variante della Tremezzina. Questa volta a far discutere è l’annuncio dei 2,5 milioni di euro che il Governo ha deciso di mettere a disposizione della Navigazione per potenziare il servizio a partire da fine novembre, quando la strada sarà chiusa per consentire i lavori di scavo a Colonno. "Se la variante della Tremezzina, che tutti vogliamo e per la quale tutti abbiamo lavorato, fosse stata programmata in modo intelligente e trasparente non solo avremmo evitato la chiusura per quattro mesi, ma non avremmo dovuto nemmeno, con denaro pubblico, finanziare la viabilità alternativa e la Navigazione dei Laghi - interviene Stefano Molinari, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia - Un pool di esperti, contattati dall’onorevole Alessio Butti aveva gratuitamente lavorato per avanzare ad Anas un progetto di messa in sicurezza del cantiere che sarebbe rientrato nei costi delle opere provvisionali di Anas. Tutto ciò senza ulteriori spese di denaro pubblico e avrebbe consentito di non chiudere la Regina". Secondo l’esponente del partito di Giorgia Meloni sarebbe stato necessario vigilare sull’istruttoria del progetto anzichè correre ai ripari fuori tempo massimo, quando ormai tutte le decisioni erano state prese.

"Un’opera così importante è stata concepita e gestita come se fosse una banale asfaltatura di una strada secondaria. La variante della Tremezzina è indispensabile, ma ancora non c’è soluzione al nodo di Argegno, al problema della Valle d’Intelvi che sarà investita da un’ondata di traffico suppletiva, alla questione dello smaltimento dei detriti di scavo a Castiglione d’Intelvi".