Livigno, il Tar sospende le maxi multe dell’Antitrust ai distributori di carburante

Secondo l’Autorità garante della concorrenza le società, tra il 2021 e il 2022, si erano messe d’accordo per i prezzi al dettaglio di benzina e diesel

Un distributore (foto di archivio)

Un distributore (foto di archivio)

Livigno (Sondrio) – Nel luglio di quest’anno sette società del settore della distribuzione dei carburanti di Livigno hanno ricevuto sanzioni dall’Antitrust per oltre quattro milioni di euro per aver fatto cartello sui prezzi di benzina e gasolio. Ora arriva un piccolo colpo di scena: il Tar del Lazio, con una serie di ordinanze identiche nell'ambito dei ricorsi proposto dalle società Cus.Car, Fibo, Ges.Car, Tre.Car. Cu.Ba., Global Service e Silroc, ha sospeso le sanzioni e anticipato a inizio 2024 l’udienza di discussione nel merito. 

Come detto, all’inizio del luglio scorso l’Antitrust ha accusato le società di avere costituito un'intesa restrittiva della concorrenza. Secondo l'Autorità, le stesse - tra il 2012 e il 2022 - avrebbero concordato i prezzi di vendita al dettaglio di benzina e diesel tramite comunicazioni settimanali via mail, con indicazioni dei prezzi futuri da applicare negli impianti di distribuzione al dettaglio, eliminando il confronto competitivo tra le parti e compromettendo il fisiologico gioco concorrenziale a danno dei consumatori.

L'istruttoria è stata avviata in seguito a precedenti indagini eseguite dalla Guardia di Finanza. Dopo un decreto monocratico con il quale il Tar stabilì che nessuna sospensione delle multe dovesse essere accordata, oggi i giudici amministrativi in sede collegiale, “considerata la peculiarità della fattispecie e il pericolo di pregiudizio irreparabile rappresentato in atti”, hanno invece ritenuto che “gli interessi contrapposti delle parti possano essere adeguatamente tutelati mediante l'accoglimento dell'invocata tutela cautelare, limitatamente alla sospensione della sanzione pecuniaria, e la contestuale anticipazione dell'udienza pubblica di discussione del ricorso alla data del 24 gennaio 2024”.