Picchiava il marito: a Sondrio moglie violenta condannata per lesioni

Assolta invece per l’accusa di maltrattamenti. Le aggressioni all’uomo sarebbero avvenute anche davanti alla figlia minorenne della coppia

Sondrio – I maltrattamenti nei confronti del marito non sono stati provati oltre ogni ragionevole dubbio, a differenza delle lesioni, refertate dal Pronto Soccorso, in due diverse occasioni. È stata condannata a 6 mesi una russa di 40 anni residente a Talamona, Svetlana Fedorova, a processo per maltrattamenti e lesioni ai danni del marito, un 50enne valtellinese.

Secondo l’accusa avrebbe spesso picchiato il coniuge, in alcune occasioni davanti alla loro figlia minorenne, dall’ottobre del 2018 al 4 settembre 2022. Elencati nel capo di imputazione 8 episodi. Si racconta di litigi durante i quali la donna avrebbe colpito con pugni al volto e alla testa l’uomo, in un paio di occasioni mentre lui stava guidando in autostrada, lo avrebbe graffiato e, nel dicembre 2020, gli avrebbe addirittura spaccato una bottiglia di vetro in testa. Episodi che si sarebbero verificati nella casa coniugale, ma anche altrove, a volte in auto.

Per questo capo di imputazione, che racchiudeva gli 8 episodi violenti, il Collegio (presidente Carlo Camnasio (foto), a latere Francesca Palladini e Giulia Estorelli) ha assolto la 40enne russa con la formula “perché il fatto non sussiste”, prevista quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l’imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato o che il reato è stato commesso da persona imputabile.

Non così, invece, per il secondo capo di imputazione, ossia per l’accusa di lesioni personali in riferimento a 2 degli 8 episodi elencati per raccontare i presunti maltrattamenti familiari. Quando fu colpito alla testa con una bottiglia era andato a farsi medicare in ospedale. I medici riscontrarono lesioni multiple alla fronte e un trauma cranico, la prognosi fu di 8 giorni. In un’altra occasione, l’ultimo episodio violento prima che il marito decidesse di denunciare la moglie, la donna, stando all’accusa, gli aveva tirato un pugno dopo che lui aveva espresso l’intenzione di rivolgersi ai Servizi sociali. Quella volta, il 4 settembre 2022, la prognosi fu di 4 giorni. Per le lesioni riportate in queste occasioni, documentate dai referti, la 40enne è stata condannata concessa la sospensione condizionale e la non menzione della condanna.