Mimose e poesia. Ma Barbara non era degna

Un giovane studente tenta di conquistare una ragazza con un mazzolino di mimose e una poesia, ma la situazione si rivela deludente. La ragazza apprezza il gesto ma è già impegnata.

Maietti

Otto di Marzo, fior di mimosa: la radice di mimo, attore silenzioso. In spagnolo poi, mimo significa coccola, carezza. Mimosa, un annuncio di primavera, insieme alla pioggerellina di Angiolo Silvio Novaro, quella che "picchia argentina sui tegoli vecchi del tetto", che forse nessuna maestra fa più mandare a memoria. Alla vigilia di un lontano Otto di Marzo l’alunno Nino, un simpatico scalda-banco, si accostò alla cattedra: "Prof, ho puntato una ragazza. Si chiama Barbara. Vorrei farle un regalino oggi. che è la giornata della donna. Sono in bolletta, ma un mazzolino di mimose lo posso comprare. Vorrei metterci insieme una poesia". "Sei fortunato, ce ne sarebbe una di Prévert. S’intitola proprio Barbara. È un po’ lunghetta, ma puoi limitarti ai versi di chiusura: Ricordati, Barbara,/ Pioveva senza sosta quel giorno su Brest./ E tu camminavi sorridente,/ serena rapita grondante./ Non dimenticare questa pioggia buona e felice,/ sul tuo volto felice, Barbara.". Nino avrebbe fatto una capriola: "Bellissima, – disse – gliela scrivo. Grazie prof. Sarò irresistibile". Il giorno dopo, all’intervallo, la classe vuota. Solo Nino era rimasto seduto. Sfogliava un po’ annoiato La Gazzetta dello Sport. "Com’è andata?". "È andato tutto a schifìo. Le avevo dato il mazzetto di mimose e il biglietto con la poesia. All’una, all’uscita, l’ho seguita dappresso, per spiarne l’effetto, incerto se accostarla o no. Qualcuno l’aspettava in macchina sul lato opposto del viale. Una Mercedes metallizzata. Lui aveva un foulard al collo, occhiali neri e una faccia da fricchettone figlio di papà. Lei si girò prima di salire. Mi vide: "Ciao – mi disse – non male quella poesia". Un breve sorriso e chiuse la portiera. Altro che poesie, prof. Io avevo parcheggiato la bicicletta. Pensavo che avrei potuto portarci Barbara in canna". Nino riprese a sfogliare La Gazzetta. Mi guardai dal dirgli che Barbara non era degna di lui.