Addio al Bombardino sulla neve? Perché lo storico cocktail pre-discesa è a rischio divieto

Il 31 dicembre diventa effettiva la normativa che impone nuove limitazioni sulle piste. Gli under 18 dovranno indossare il casco, per tutti assicurazione obbligatoria

Il rito del bombardino pre-discesa è a rischio?

Il rito del bombardino pre-discesa è a rischio?

Livigno (Sondrio), 27 novembre 2023 – È un compleanno triste quello del bombardino, che dopo aver accompagnato per mezzo secolo gli sciatori più spavaldi e anche quelli un po’ fifoni, aiutandoli a trovare il coraggio di lanciarsi a rotta di collo sulle piste nere a -20 gradi, rischia di sparire per decreto governativo. Cinque tuorli d’uovo accompagnati da 60 grammi di zucchero, 60 millilitri di brandy secondo quanto previsto dalla ricetta del suo inventore, Aldo Del Bò, nel periodo in cui gestiva gli impianti di risalita all’ex Tea del Vidal di Livigno nel 1972, e poi consacrata a rito da generazioni di sciatori.

Nelle diverse versioni il brandy può essere sostituito dal whisky (il bombardino scozzese) oppure dal rum (bombardino pirata), ma tutte mal si conciliano con il Dl40 del 2021 che ha bandito, secondo le interpretazioni di molti per sempre, l’alcol dalle piste da sci.

I motivi dello stop

Il provvedimento è stato approvato un paio di anni fa, precisamente nell’anno in cui la stagione sciistica fu cancellata per effetto del Covid, forse per questo è passato in sordina, anche se i suoi contenuti rischiano di essere dirompenti. L’articolo 31 ad esempio si riferisce agli "Accertamenti alcolemici e tossicologici" e che dispone, a partire dal prossimo 31 dicembre, il divieto di "sciare in stato di ebbrezza in conseguenza di uso di bevande alcoliche e di sostanze tossicologiche".

Il riferimento allo stato di ebbrezza induce a pensare che il riferimento sia ai limiti oggi previsti dal Codice della Strada: 0,5 grammi di alcol per litro di sangue per lo stato di ebbrezza con conseguenti sanzioni amministrative e oltre 0,8 grammi per litro la responsabilità penale.

Secondo altre interpretazioni più restrittive però l’obbligo di astenersi dal bere alcolici sarebbe totale, come accade con i neo patentati e chi guida per mestiere (camionisti, taxisti, conducenti di autobus). Per questo l’Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) ha chiesto al ministro dello Sport Andrea Abodi di fornire al più presto un’interpretazione della norma.

Alcoltest in pista

Nell’attesa lo stato di ebbrezza andrà comunque misurato, per questo gli sciatori dovranno abituarsi anche sulle piste da sci alla presenza degli alcoltest e dei test rapidi per verificare l’assunzione di sostanze stupefacenti. "Gli organi accertatori - recita il comma 2 - possono sottoporre gli sciatori ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili".

Chi verrà trovato con un tasso alcolemico oltre il limite riceverà una multa che varia dai 250 ai 1.000 euro. Tra le novità introdotte dal decreto legge anche l’obbligo del casco in pista, che oggi è tassativo per i minori di 14 anni e verrà innalzato fino ai minori di 18, poi l’assicurazione obbligatoria per gli sciatori. "Lo sciatore che utilizza le piste da sci alpino - recita l’articolo 30 - deve possedere una assicurazione in corso di validità che copra la propria responsabilità civile per danni o infortuni causati a terzi".

Oggi questo obbligo è previsto solo per i gestori degli impianti di risalita, ma gli amanti dello sci non devono temere perché gli esercenti si stanno organizzando e offriranno, a chi la vorrà insieme al giornaliero, anche questa nuova copertura. Uno slalom tra le regole che forse salverà anche il mitico bombardino. In attesa di un chiarimento normativo meglio affidarsi alla sua versione analcolica, il Calimero, che prevede il caffè al posto del brandy.