Il dottor Negrini e la moglie
Il dottor Negrini e la moglie

Lanzada (Sondrio), 21 dicembre 2017 -  Per quarant'anni medico condotto in Valmalenco, Guglielmo Negrini, padre dell'attuale sindaco di Lanzada e marito di Angelina, scomparsa di recente, è rimasto nel cuore della sua gente. A tal punto che le associazione di volontariato del comprensorio in provincia di Sondrio, Aido/Admo e Avis, hanno proposto all'amministrazione comunale di intitolargli l'ambulatorio medico di Lanzada. Conosciuto per la sua attività di medico svolta con passione, dedizione e una particolare attenzione ai più bisognosi, Negrini, il "medico della gente", nasce a Caspoggio, in Valmalenco, il 19 gennaio 1931. Nella seconda metà degli anni quaranta, dopo l'infanzia e la prima giovinezza trascorse a Caspoggio, si avvicina al mondo dei missionari Comboniani, insieme al suo coetaneo e più caro amico dell'epoca Guido Miotti, oggi missionario in Uganda. Frequenta la scuola media a Rebbio (Como) e il ginnasio a Brescia, ma una malattia ai polmoni lo costringe a mesi di ricovero, prima e Fiesole (Firenze) poi a Morbegno. Determinato a continuare gli studi, frequenta come salesiano il liceo classico a Sondrio. Nel 1952, si iscrive all'Università, affrontando e superando le precarie condizioni economiche della famiglia. Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1959 e inizia la professione di medico come assistente, prima all'ospedale di Desio (Milano), poi a Sondrio, in medicina generale. Il 3 ottobre 1963 diventa medico condotto di Lanzada, poi anche di Caspoggio. Nel 1965, con gli amici e colleghi Francesco Calabrese, medico campano in servizio a Torre di Santa Maria, Franco Del Frate e Angelo Monguzzi, medici a Chiesa e Caspoggio, propone e concretizza il primo servizio di guardia medica notturna e festiva in Valmalenco. Sono anche gli anni in cui, oltre ai propri mutuati e ai numerosi turisti, cura le centinaia di operai degli impianti idroelettrici di Campo Moro e Alpe Gera, facendo anche ambulatorio in cantiere. Verso la fine degli sessanta matura la passione per lo sci, tanto che, anche dopo il pensionamento, lo chiamano per il servizio medico nelle gare di Caspoggio e del Palù.
Medico dei bambini in una realtà territoriale nella quale non era ancora consolidata la figura del pediatra, pratica con decisione e competenza diverse attività, dall’estrazione dei denti alla sutura di ferite anche gravi, al soccorso a vittime di incidenti stradali o delle miniere e cave della zona, alle visite a domicilio in tutte le contrade della Valmalenco, alcune delle quali raggiunte solo a piedi, magari nel cuore della notte, divenendo, così, molto conosciuto. E il giovedì mattina, puntale, visita i mutuati ricoverati in ospedale a Sondrio.

Negli anni, svolge anche le funzioni di medico sociale per numerose associazioni e diventa consigliere della locale Azienda di promozione e turismo. Nei primi anni sessanta, con altri caspoggini, fa parte di un'associazione che cominciò a ipotizzare la realizzazione delle piste e degli impianti di risalita di Caspoggio. Non lo fermano nemmeno l'infarto del 1995 e l’applicazione di quattro by-pass. Prosegue l'attività anche dopo la pensione, raggiunta all'età di settant'anni, fino al 20 agosto 2005, quando un ictus lo sorprende e ne determina, il 30 agosto, la morte.
La proposta di intitolargli l'ambulatori ha ottenuto voto unanime della Giunta. "Trattandosi di mio padre non ho partecipato alla discussione - commenta il sindaco Marco Negrini- ma la proposta fa davvero piacere a tutta la mia famiglia".