Lago Bianco, gioiello a rischio: acqua per la neve artificiale delle piste di sci

Il cantiere attorno al bacino, ultima porzione di tundra artica delle Alpi italiane, ricade nella zona protetta del Parco dello Stelvio. Lo scontro arriva in Regione

L'impianto di captazione idrica al Lago Bianco
L'impianto di captazione idrica al Lago Bianco

Valfurva (Sondrio) – Preoccupazione ieri mattina è stata espressa da una parte della politica - in particolare dal consigliere regionale del Pd Miriam Cominelli - e dagli ambientalisti, che si sono rivolti al Pirellone riguardo ai lavori in corso sull’impianto di captazione idrica presso il suggestivo Lago Bianco, situato al Passo del Gavia, nel Parco dello Stelvio.

Miriam Cominelli ha sollevato la questione, evidenziando la necessità di preservare l’ecosistema fragile del lago di origine glaciale, che rappresenta l’ultima porzione di tundra artica delle Alpi italiane. Il consigliere Cominelli ha sottolineato l’importanza di un’azione concreta da parte della Regione, non limitata all’osservazione ma finalizzata a interventi efficaci per preservare l’integrità dell’ambiente. La preoccupazione riguarda i lavori in corso per utilizzare il bacino del lago per scopi di innevamento artificiale a Santa Caterina, che potrebbero compromettere l’equilibrio ambientale della zona.

In risposta alle richieste di intervento urgente, il sottosegretario Mauro Piazza ha annunciato la sospensione immediata e precauzionale di tutti i lavori nelle aree limitrofe al cantiere, su iniziativa di Ersaf. È anche stata garantita una attenta azione di vigilanza. "Il cantiere al lago Bianco è fermo da ottobre e lo sapevamo tutti - commenta Matteo Lanciani, attivista bresciano del comitato Salviamo il Lago Bianco - Che Regione vigilerà non è una risposta: da ottobre, dalla prima risposta di Franco Claretti, direttore del parco Nazionale dello Stelvio, continua a tergiversare senza dare risposte vere alle richieste che vengono fatte. Liquidare un’interrogazione di questo tipo in 90 secondi è incommentabile".

Anche i Cinque Stelle, tramite Paola Pollini, hanno fatto sapere di essere insoddisfatti. "Il problema non è come saranno fatti i lavori – ha sottolineato - ma che i lavori non devono essere fatti. Rispondendo di essere a conoscenza delle problematiche relative ai lavori e impegnandosi affinché i lavori siano svolti a regola d’arte, Regione Lombardia dimostra di non aver capito la questione".