
Gianfranco Bordoni, da pendolare, fu tra i promotori della petizione sulla piattaforma change.org “Opponiamoci ai continui e ingiustificabili disservizi di Trenord“
"Che cosa è cambiato? Che cosa è ulteriormente peggiorato, semmai". Esattamente un anno fa Gianfranco Bordoni, da pendolare, fu tra i promotori della petizione sulla piattaforma change.org “Opponiamoci ai continui e ingiustificabili disservizi di Trenord“.
Era appena trascorsa la seconda estate di stop alla circolazione ferroviaria tra Tirano e Colico e tutto era tornato come prima: i treni avevano ripreso a circolare in ritardo, con il solito corollario di guasti e cancellazioni. Di qui l’idea della petizione che, al raggiungimento delle duemila firme, si sarebbe tradotta nella richiesta di un incontro con l’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente. Così è stato, ma "ho ascoltato tante belle parole, che non sono diventate fatti – commenta Bordoni – e la grottesca commedia di chi gestisce il servizio di trasporto pubblico su rotaia continua".
Bordoni, che si occupa di progetti Pnrr nel campo educational per conto dell’Ufficio Scolastico Regionale, osserva che di fronte a simili, continuati e perduranti disservizi, a chi paga un abbonamento, "che tra l’altro risulta essere tra i più cari d’Europa", si neghi "il diritto di lavorare o studiare a Milano". "C’è pure chi mi ha suggerito di rassegnarmi e di utilizzare l’auto – aggiunge – ma non è questa la soluzione. E poi Regione Lombardia non dice di puntare su green e mobilità sostenibile?". Nell’incontro con l’assessore Lucente fu anticipata anche l’introduzione, sulla tratta Tirano-Milano-Tirano, dei nuovissimi convogli Donizetti. "Dal mese di marzo sono stati inseriti, ma poi ecco di nuovo i problemi di sempre".