REDAZIONE SONDRIO

"La patente per le imprese?. Inutile"

Confartigianato Sondrio critica l'obbligo della patente a punti per le imprese edili, proponendo invece una regolamentazione basata su requisiti minimi e formazione per garantire la sicurezza sul lavoro.

Confartigianato Sondrio critica l'obbligo della patente a punti per le imprese edili, proponendo invece una regolamentazione basata su requisiti minimi e formazione per garantire la sicurezza sul lavoro.

Confartigianato Sondrio critica l'obbligo della patente a punti per le imprese edili, proponendo invece una regolamentazione basata su requisiti minimi e formazione per garantire la sicurezza sul lavoro.

L’obbligo della patente a crediti per le imprese? Inutile per la sicurezza. Questa è la convinzione degli esponenti valtellinesi di Confartigianato. La sicurezza sui luoghi di lavoro rappresenta una problematica in cui tutte le componenti possono e devono fare di più, perché un paese moderno e civile non può accettare che nel 2025 ci siano così tanti morti. La patente a punti non convince affatto Confartigianato Sondrio. "Chi lavora in azienda – afferma Paolo Panizza, presidente di Anaepa Confartigianato Edilizia Sondrio – lo si tutela di più con la sensibilizzazione e la formazione e quindi con un investimento sulla cultura della sicurezza. Nel settore dell’edilizia sarebbe molto più utile una legge professionale che preveda, per chi vuole fare impresa in questo settore, il possesso di determinati requisiti".

Il comparto dell’edilizia risulta ad oggi uno dei pochi senza una regolamentazione, anche minima. "Non è un caso – aggiunge Gionni Gritti (nella foto), presidente di Confartigianato imprese Sondrio – che i settori già regolamentati da una legge professionale, fra cui gli impiantisti e quello dell’autoriparazione sono disciplinati da norme legate proprio alla sicurezza. Un intervento normativo finirebbe per tutelare le imprese serie, il cliente finale e la sicurezza di chi lavora in un settore strategico per l’economia. Non è necessario rendere difficoltoso aprire un’attività edile ma garantire la capacità professionale degli operatori istituendo una serie di requisiti minimi come, ad esempio, la conoscenza basilare del mestiere, la capacità finanziaria e l’onorabilità e l’aver svolto una formazione adeguata e rigorosa in materia di sicurezza. Non è necessario avere un elevato numero di attestati ma basterebbero pochi corsi e ben fatti. Poi ben vengano i controlli e le verifiche che spesso rimangono invischiati nella burocrazia".

F.D’E.