La diversa percezione dei tempi

Un'ex-alunna diventa madre, nonostante le difficoltà del mondo. Un vecchio amico racconta la crisi economica. Un confronto con il passato, con la fiducia che la vita possa essere affrontata con ottimismo. Uno sguardo al tramonto di Alessandro Manzoni.

Maietti

Una mia brava ex-alunna è diventata madre

di una bambina: "Nonostante verso sera la stanchezza mi faccia vacillare nella grammatica nella sintassi

e pure nella dialettica (ma anche banalmente nelle gambe) – dice – sto benissimo e mia figlia è un regalo meraviglioso. L’avessi saputo prima, non avrei aspettato così tanto. A frenarci, in questi anni, era stato

"il mondo che si ritrova",

e il pensiero che potesse essere crudele mettere al mondo

un figlio in un’Italia, un’Europa, un mondo così. Poi mi si è fatta strada l’idea che comunque

con ottimismo e fiducia si possa affrontare quasi tutto. Del resto, la nonna novantanovenne del mio uomo ha partorito una figlia durante la seconda guerra mondiale, sotto

i bombardamenti, ritrovandosi con la casa sventrata. Ripete ancora, spesso, "cuor contento il ciel l’aiuta. Sperém!".

Imbruna. Saluto

un vecchio amico, sull’uscio del suo negozio di abbigliamento. Fuma, come si fuma per scacciare

un pensiero: "È dura – dice – cerco di metterci fantasia,

ma la gente non ha più soldi". C’è mai stata una crisi del genere, a partire dal Secondo Dopoguerra? Il confronto

con quei tempi pur grami

è nettamente a loro favore.

Si era tutti (quasi tutti) più poveri. Niente catenacci alle porte. E se arrivava qualcuno all’ora del desinare, scattava puntuale l’invito: "Volete restar servito?". "È, questo,

il complimento che il contadino di Lombardia, e chi sa di quant’altri paesi!, non lascia mai di fare a chi lo trovi a mangiare, quand’anche questo fosse un ricco epulone alzatosi da tavola, e lui fosse all’ultimo boccone": parola di Alessandro Manzoni. Imbruna, ho detto. Nel cielo ancora turbato di nuvolaglia si è aperto un occhio di azzurro e di fuoco. "In quel quieto tramonto (quello del Romanzo)

si vedevano brillare i fuochi accesi per le povere cene".