Il rilancio di Prato Valentino. C’è la ricetta della minoranza

Teglio, l’opposizione a fronte di un progetto della Giunta comunale da dodici milioni di euro: "Otto parchi avventura sono troppi. Gli impianti di risalita in primis servano per la stagione estiva".

Il rilancio di Prato Valentino. C’è la ricetta della minoranza

Il rilancio di Prato Valentino. C’è la ricetta della minoranza

di Fulvio D’ERi

Il futuro di Prato Valentino? Cambiare il paradigma delle stagioni facendo prevalere quella estiva rispetto a quella invernale. È questa l’idea del gruppo di minoranza del Comune di Teglio (guidato da Laura Branchi) per il futuro di Prato Valentino. Nei giorni scorsi il sindaco Ivan Filippini aveva ricordato la richiesta inoltrata a Regione Lombardia di un contributo di 12 milioni di euro per rinnovare l’area sciistica dell’Alpe di Teglio, con due interventi importanti: il rinnovo di due tronconi della seggiovia e la realizzazione di 6/7 parchi avventura.

"A scanso di equivoci diciamo che l’area di Prato Valentino è molto bella, soleggiata e con meravigliosi panorami. Un plus per il territorio. Un progetto che prevede un investimento così importante (il sindaco ha parlato di 12 milioni di euro) – dicono dalla minoranza - non dovrebbe riguardare solo Prato Valentino, ma avere un respiro molto ampio e dispiegare i suoi benefici a tutta la comunità. La prima sfida è quella del cambiamento climatico: le nevicate sono irregolari e tardive, per far funzionare gli impianti ci si affida all’innevamento artificiale che necessità però di acqua, energia e ingenti investimenti". Il secondo elemento da considerare è la possibile capienza dell’area, a quali numeri si punta? "A nostro avviso i 6/8 parchi avventura proposti dall’amministrazione Filippini sono probabilmente eccessivi (Livigno ne ha uno, ndr.) per una zona che non può pensare a un turismo di massa indiscriminato, a meno di uno stravolgimento completo del paesaggio (ricordiamo che a Prato Valentino si arriva solo in auto) realizzando aree parcheggio smisurate e nuove strutture". Anche la possibile ricettività è piuttosto limitata "e la nuova e bella struttura di ristorazione non può sostenere un numero eccessivo di visitatori. Teglio potrebbe puntare su alpinisti, ciaspolatori, fondisti e escursionisti con la promozione di pacchetti di turismo soft legati a modelli sostenibili". "L’investimento, secondo noi, dovrebbe essere destagionalizzato con l’inversione dei ruoli fra inverno ed estate. Non impianti pensati per l’inverno che possano essere usati anche nei mesi caldi, ma viceversa impianti nati per portare escursionisti e bikers (con ovviamente le biciclette al seguito) in alta quota, utilizzabili però anche per lo sci". Una sorta di "rivoluzione copernicana" che tenga conto della scarsità di neve e, pur "continuando a considerare lo sci alpino una pratica sportiva importante, ripensi alla montagna come luogo dove è possibile camminare tutto l’anno, respirare aria pulita, passare momenti di relax nel silenzio dei boschi, imbiancati o meno. Basta cambiare lo sguardo per scoprire che la natura, senza bisogno di investire milioni di euro, rappresenta un grande valore di per sé".

Un’idea per il futuro: "Un progetto a nostro avviso molto importante a cui fare riferimento è BeyondSnow, progetto Interreg – Alpine Space, co-finanziato dall’Unione Europea, che coinvolge sei paesi alpini europei fra i quali anche l’Italia. Il suo obiettivo è di ridurre la dipendenza dalla neve delle località turistiche invernali nella regione alpina, rafforzando la resilienza al cambiamento climatico, promuovendo la capacità di conservare o aumentare la reddittività dei residenti e l’attrattività per i turisti".