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18 giu 2022

Il pedofilo è un maestro, scatta l’arresto

Fermato a Roma, il 50enne è accusato di aver contattato almeno tre ragazzine su internet inducendole a scatti e ripese hot

18 giu 2022
beatrice raspa
Cronaca
L’indagine è scattata nel 2021: individuare l’uomo non è stato semplice
L’indagine è scattata nel 2021: individuare l’uomo non è stato semplice
L’indagine è scattata nel 2021: individuare l’uomo non è stato semplice
L’indagine è scattata nel 2021: individuare l’uomo non è stato semplice
L’indagine è scattata nel 2021: individuare l’uomo non è stato semplice
L’indagine è scattata nel 2021: individuare l’uomo non è stato semplice

di Beatrice Raspa

Si fingeva un simpatico diciassettenne in cerca di nuove amicizie, in realtà era un uomo di 50 anni in cerca di lolite da cui ottenere videochiamate e scatti hard. Un maestro di scuola elementare - precario - originario di Novara arrestato nei giorni scorsi a Roma con l’accusa di adescamento e violenza sessuale ai danni di minorenni, produzione e detenzione di materiale pedopornografico. A smascherarlo sono stati gli agenti della Polizia postale di Brescia, perché è proprio da Brescia che è partita la prima denuncia, ad opera della madre di una ragazzina di 12 anni. Preoccupata dal cambio repentino di atteggiamento della figlia, spesso ombrosa e soprattutto attaccata di continuo allo smartphone, la signora ha spiato nel suo telefonino. E vi ha trovato una raffica di selfie e filmati erotici con la studentessa nei panni di protagonista, tutti inviati a un numero di telefono sconosciuto. Siamo a marzo 2021. L’indagine, coordinata dal pm Ettore Tisato, è stata lunga e laboriosa. Ma alla fine ha permesso di risalire all’’utilizzatore finale’ della pedopornografia, un insospettabile cinquantenne abituato a stare a contatto con i bambini in quanto appunto insegnante nelle scuole elementari.

Per molto tempo è stato irrintracciabile. Per un periodo residente in Calabria, è stato localizzato lo scorso maggio a Roma, dove dimorava tra alberghi e case di amici. A scovarlo sono stati gli agenti del Commissariato della Capitale, preallertati dai colleghi bresciani. Muniti di decreto di perquisizione, i poliziotti hanno sequestrato il telefono del maestro, e all’interno hanno trovato la conferma dell’ipotesi investigativa: 144 file, tra foto e video hot, prodotti da adolescenti indotte all’autoerotismo. Stando all’inchiesta, la studentessa di Brescia non è stata infatti l’unica a finire nella rete. Almeno altre due ragazzine, di Modena e dell’Aquila, sarebbero state adescate, e potrebbero essercene altre. Il cinquantenne usava un sistema collaudato per ottenere quello che voleva: si infiltrava nelle chat in voga tra minori usando un software in grado di modificare i tratti somatici così da fingersi un ragazzo in cerca di conoscenze. Il profilo falso gli serviva da grimaldello per entrare in confidenza con le prescelte, che convinceva a fotografarsi e a riprendersi nude mentre si masturbavano, e a prestarsi a videochiamate a luci rosse. Per chi indaga, un fenomeno in crescita tra minorenni. Di qui il consiglio: "Genitori, non perdete di vista i vostri figli".

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