El sciur Nando al loeugh pio de la micheta

Emilio Magni Da qualche mese il signor Fernando, per tutti “el sciur Nando” arriva esibendo un’aria assai dimessa al circolo degli anziani. Non...

Magni

Da qualche mese il signor Fernando, per tutti “el sciur

Nando” arriva esibendo un’aria assai dimessa al circolo

degli anziani. Non gioca più alle carte, sta in disparte e

non partecipa al dialogo. Consuma solo un bicchier

d’acqua di rubinetto, offerto dal barista. Poi se ne va in

anticipo. Anche qualche giorno fa è uscito molto prima

della chiusura salutando tutti con un lieve gesto della

mano. Alcuni anziani hanno chiesto al Carletto che abita

nella stessa casa, se per caso avesse conosciuto il motivo

di questo strano comportamento del Nando, fino a qualche tempo addietro sempre sereno, sorridente e

dialogante. Carletto ha spiegato che il Nando ha visto

svanire di colpo tutto il suo capitale, per una coincidenza

di vicende sfortunate. Prima fra tutte quella del gioco in

borsa che, forse anche a causa dell’età avanzata, da

qualche anno è stato un disastro. Nando era infatti un

giocatore assai spericolato. La pensione? Poca roba. E

così per poter mangiare, il pomeriggio inoltrato, va alla

“mensa del povero” organizzata dalla Caritas. Ecco perché

se ne va via presto.

Per fare sfoggio della sua conoscenza del dialetto

milanese antico, Carletto ha aggiunto che una volta a

Milano si diceva che i poveri e affamati andavano a

mangiare al “loeugh pio de la micheta”. “Finì al loeugh

pio de la micheta” è stato per secoli un modo di dire per

indicare uno che era andato in miseria. Oltre al Carletto

ricorda questo detto anche la grande Ottorina Perna Bozzi

nel suo libro “Milano ritrovata”. La storia è antichissima.

Ottorina spiega che il “luogo pio della pagnottella” fu

creato a Milano nel 1530 per distribuire il pane ai poveri

di Porta Vercellina.

Il termine “michetta” ha origini dialettali, come dice

anche Francesco Cherubini. è un diminutivo del termine

“miccha” che nel 1500 a Milano era il pane. Per l’esperto

lecchese Gianfranco Scotti verrebbe dal tardo latino

“miccare”, ovvero “sminuzzare”. La michetta è infatti un

pane piccolo, come se fosse una grossa pagnotta

frantumata.

mail: emiliomagni@yahoo.it