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11 mar 2022

Delitto di Gorlago, confermati 30 anni di pena

La Cassazione respinge il ricorso e ribadisce la condanna per Chiara Alessandri che nel 2018 uccise Stefania Crotti, moglie del suo ex amante

11 mar 2022
francesco donadoni
Cronaca
ll garage della casa a Gorlago di Chiara Alessandri dove è stato consumato l’omicidio
ll garage della casa a Gorlago di Chiara Alessandri dove è stato consumato l’omicidio
ll garage della casa a Gorlago di Chiara Alessandri dove è stato consumato l’omicidio
ll garage della casa a Gorlago di Chiara Alessandri dove è stato consumato l’omicidio
ll garage della casa a Gorlago di Chiara Alessandri dove è stato consumato l’omicidio
ll garage della casa a Gorlago di Chiara Alessandri dove è stato consumato l’omicidio

di Francesco Donadoni

La Cassazione ha respinto il ricorso e confermato la condanna a 30 anni nei confronti di Chiara Alessandri che il 17 gennaio del 2018 uccise Stefania Crotti, la moglie del suo ex amante. Mercoledì la discussione e ieri il pronunciamento. Assistita dall’avvocato Gianfranco Ceci, Alessandri aveva ammesso solo di avere colpito con un martello la rivale in amore sostenendo di averlo fatto per difendersi. Ma ha negato di avere appiccato il fuoco. Secondo la sua versione, si sarebbe trattato di una lite degenerata, tanto che il legale era tornato a chiedere la riqualificazione in tentato omicidio. "Riteniamo che ci sia spazio per il ricorso in Cassazione", aveva commentato l’avvocato. La suprema corte ha ribadito in buona sostanza il pronunciamento della Corte d’Appello di Brescia che aveva confermato la condanna a 30 anni per Chiara Alessandri. I giudici bresciani, rispetto al primo grado avevano tolto l’applicazione della misura della libertà vigilata, per tre anni, una volta espiata la pena. Ora sta seguendo un percorso in carcere, tra studi e piccole attività di lavoro. Attraverso i servizi sociali è in contatto, via Skype, con i suoi tre figli. La vita di Chiara Alessandri è stata segnata da vicissitudini. Estate 2018. L’imputata in quel periodo aveva avuto una relazione con Stefano Del Bello, il marito di Stefania Crotti, la vittima. Mesi prima del delitto "accecata da desiderio di vendetta nei confronti della donna ritenuta responsabile dell’allontanamento dell’amato, aveva covato proposito omicida". E messo in atto un disegno "deliberato con ferocia nei minimi particolari".

Aveva contattato l’amico di Seriate Angelo Pezzotta, quello che poi ha indicato ai carabinieri una pista che le celle telefoniche già iniziavano a indicare. Pezzotta era corso in caserma a raccontare la sua storia: il giorno precedente aveva portato quella donna nel garage di Alessandri su sua richiesta, per aiutarla a organizzarle una sorpresa, gli era stato detto, ideata dal marito. Pezzotta aveva avvicinato Stefania fuori dal lavoro, le aveva fatto capire che era il suo Stefano a mandarlo. La donna lo aveva seguito sul furgone, si era lasciata bendare gli occhi, fino all’arrivo al garage dove ad attenderla c’era la Alessandri.

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