Una delle tante dogane varcate giornalmente dai frontalieri per andare a lavorare
Una delle tante dogane varcate giornalmente dai frontalieri per andare a lavorare

Sondrio, 9 aprile 2020 - Nei giorni scorsi il Consiglio generale degli italiani all’estero aveva chiesto l’estensione delle misure di tutela previste all’interno del Decreto legge “Cura Italia“ per i circa 6mila frontalieri che hanno perso il lavoro a causa del Covid-19. La risposta politica non si è fatta attendere e la proposta è stata raccolta al Senato sia dalla Lega che dal Partito Democratico. Il gruppo del Carroccio ha infatti presentato un emendamento al Decreto grazie al quale vorrebbe istituire un fondo speciale per i lavoratori frontalieri pari a 337,5 milioni di euro per il 2020.
Spetterebbe all’Inps disciplinare poi le modalità operative di richiesta di prestazione da parte dei lavoratori, oltre all’erogazione della stessa. Chiesta anche un’indennità di integrazione salariale, riconosciuta per il periodo dal 23 febbraio ed entro il mese di agosto 2020, pari all’80% della retribuzione spettante. L’emendamento ha ricevuto il sostegno dell’assessore di Regione Lombardia, Massimo Sertori, in accordo con il presidente della Provincia di Sondrio, Elio Moretti, e dei sindaci dei comuni di confine.

Il senatore del Pd della circoscrizione Como, Varese e Lecco, Alessandro Alfieri, ha invece presentato un Ordine del giorno, approvato nella giornata di ieri, allo scopo di garantire "l’estensione dell’indennità di malattia dell’indennità di disoccupazione e del congedo parentale – sottolinea Alfieri - a quelle categorie di lavoratori frontalieri che non hanno strumenti di sostegno in Svizzera e che stanno subendo le conseguenze più serie a causa delle chiusure per l’emergenza Coronavirus. Queste misure saranno inserite nel decreto economico che il Governo emanerà nel mese di aprile e confido possano essere un aiuto concreto per molte famiglie". Martedì scorso anche Moretti ha chiesto maggiori tutele nei confronti dei lavoratori frontalieri.

Il timore è che le misure di contenimento del Covid-19 adottate dalla Svizzera non siano sufficienti per garantire la tutela della salute dei lavoratori italiani che rischiano, molto concretamente, di contrarre il virus oltrefrontiera e di “portarlo“ in Italia, con la conseguenza di rendere meno efficaci le misure di quarantena e di distanziamento sociale in vigore da tempo nel nostro Paese. "Ho chiesto alle istituzioni elvetiche e italiane – sottolinea Moretti - ognuno per le proprie competenze, di attivare quanto prima possibile misure a tutela dei nostri lavoratori frontalieri e degli stessi cittadini svizzeri. Misure sia in termini di salvaguardia della salute sia in termini economici e occupazionali".