La mafia albanese inondava di cocaina le piste da sci della Valtellina, donne e neonati usati per lo spaccio: 13 misure cautelari

Smantellata una rete di trafficanti attiva tra Livigno, Torino e Bruxelles. Le operazioni erano guidate dalla potente mafia degli Scutari: sui social pubblicavano foto con armi d’assalto e denaro

La polizia di Stato ha smantellato una vasta rete di spaccio di cocaina che operava principalmente nella zona di Livigno, in provincia di Sondrio, e sulle rinomate piste da sci della Valtellina. L’operazione, denominata “Apre’s-ski” ha portato a sette arresti in carcere, cinque ai domiciliari e una persona sottoposta a obbligo di dimora.

La lunga indagine di polizia ha permesso di definire il modus operandi della rete di narcotraffico, attiva tra Livigno, Torino e Bruxelles. Il gruppo criminale – spiegano gli inquirenti – operava con estrema audacia, utilizzando anche donne che vendevano la droga in presenza dei loro figli neonati.

A tenere il filo dei collegamenti fra i trafficanti c’era un latitante ricercato per omicidio legato alla potente mafia degli Scutari. L’organizzazione criminale, originaria della città albanese di Scutari, era stata attratta dagli enormi profitti derivanti dallo spaccio in una località turistica così nota e frequentata come Livigno.

I vertici di questo gruppo criminale si vantavano pubblicamente sui social media, condividendo immagini che mostravano armi d'assalto e denaro proveniente dalle attività illecite di spaccio.

I dettagli dell’operazione saranno illustrati oggi alle 11 in una conferenza stampa convocata in questura a Sondrio dal dirigente della Squadra Mobile, Niccolò Battisti.