Claudia Bordoni, morta in ospedale mentre era incinta di due gemelli
Claudia Bordoni, morta in ospedale mentre era incinta di due gemelli

Grosio (Sondrio), 30 aprile 2016 - Una grosina di 36anni, Claudia Bordoni, al quinto mese di gravidanza e i suoi due gemellini che portava in grembo sono tutti e tre deceduti nei giorni scorsi in ospedale. Claudia era in cura all’ospedale San Raffaele, dove si era sottoposta alla procreazione medicalmente assistita, ma è morta, giovedì pomeriggio, alla clinica Mangiagalli di Milano.

La donna, nipote degli industriali della bresaola, mancava da tempo dal suo paese in quanto trasferita a Milano prima per studio e poi per lavoro anche se di tanto in tanto tornava nella suggestiva borgata valtellinese che le aveva dato i natali e alla quale è sempre rimasta particolarmente legata (il padre è infatti titolare di una macelleria conosciuta e molto apprezzata per la qualità dei prodotti).

Nonostante fosse lontana da Grosio i suoi compaesani, appresa la notizia rimbalzata di bocca in bocca nei locali del paese, ma anche dell’intero mandamento, sono rimasti sconvolti e increduli. Un profondo dolore unito a sconcerto, ma anche rabbia per la perdita di una giovane vita che stava attendendo nel trascorrere dei mesi il tempo necessario per dare alla luce i suoi figli e che, invece, nessuno rivedrà mai più.

Un decesso che la comunità di Grosio non intende accettare e, soprattutto, non comprende. E sul quale vuole far luce. Sembra che la donna avesse una gestazione difficile e che proprio per questo motivo fosse ricoverata da un po’ di tempo al San Raffaele senza presentare però particolari problemi. Poi, però, in questi giorni deve essere accaduto qualcosa di imprevisto che ha fatto precipitare rapidamente la situazione fino al decesso della giovane grosina.

«Non riusciamo ancora a crederci. Non sappiamo capacitarci - dicono nei locali di Grosio -. Vogliamo sapere il perchè. Crediamo che la famiglia abbia diritto di conoscere fino in fondo le motivazioni di questa sconvolgente tragedia. Come è possibile siano morti tutti i tre al giorno d’oggi. Per di più in un ospedale che è di fatto fra le eccellenze del Nord Italia, per tutti un indice di affidabilità non una clinica qualunque». Nel rispetto del dolore dei familiari molti compaesani hanno preferito non commentare ma in tutti loro l’auspicio di far chiarezza sulla vicenda è ben riconoscibile sui volti.