Valtellina e Valchiavenna, i cervi causano troppi incidenti stradali: si cambia

Negli ultimi anni si è registrato un forte incremento. Le strategie per contenerli

Il recupero della carcassa di un cervo ucciso dopo essere stato investito da un’auto in Valtellina

Il recupero della carcassa di un cervo ucciso dopo essere stato investito da un’auto in Valtellina

Sondrio, 15 marzo 2024 – Una proposta di piano di controllo per far fronte alla presenza di un numero troppo elevato di cervi in Valtellina e Valchiavenna. È quella formulata nel 2023 all’Ispra (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale) dalla Provincia di Sondrio per riuscire a ovviare al sempre crescente numero di cervi e ungulati che, secondo i dati forniti dal Comando della Polizia Provinciale, dal 2019 al 2023 hanno causato 135 incidenti stradali.

La situazione desta preoccupazione. "Negli ultimi anni, il cervo ha avuto un forte incremento in tutto l’arco alpino – dice Gianluca Cristini responsabile del Servizio Caccia, Pesca e Strutture agrarie di Palazzo Muzio –. In alcune zone, come quella sulla sponda Retica compresa tra Berbenno e Sondrio, nella fascia che va dal fondovalle fino al limite dei coltivi, c’è una popolazione di cervi che è diventata “residente“. Questo comporta un maggior numero di incidenti dovuti ad attraversamenti di strade da parte dei cervi (135 in 5 anni) e danni alle produzioni agricole… Quando i danni riguardano i vigneti destinati alla produzione di vini Doc o Docg le somme possono diventare importanti".

La strategia 

"Per alcuni anni, in accordo con il Comprensorio Alpino di Caccia di Sondrio, la Provincia ha cercato di intervenire sulla popolazione del cervo durante la normale stagione venatoria adottando strategie per concentrare i prelievi nelle aree agricole a maggiore sofferenza", spiega Cristini.

Dopo aver verificato che i provvedimenti adottati non erano sufficienti a ridimensionare il problema, nel 2023, affidandosi ad una società di comprovata esperienza a livello nazionale nella gestione faunistica, è stata sottoposta all’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale una proposta di Piano di Controllo, per poter intervenire anche al di fuori dell’attività venatoria".

La proposta della Provincia è stata accolta con favore dal settore agricolo mentre, inizialmente, il mondo venatorio ha espresso delle "perplessità legate al timore che il Piano di Controllo potesse causare una diminuzione del numero di cervi cacciabili durante la normale stagione venatoria. L’attività venatoria nella stagione 2023 però si è svolta regolarmente e senza alcuna ripercussione legata all’attività di controllo effettuata".