
Arianna Campia, in arte Campari, è laureata in Chitarra al Conservatorio di Milano
Sondrio – “Guarda mamma il mio aquilone non può più volare - Occuperebbe lo spazio aereo militare. Guarda mamma c’è una girandola ingrigita - Non pensavo che la guerra scolorasse la mia vita”. Il ritornello ha le voci bambine del Coro di Voci bianche della Civica Scuola di Musica della provincia, la stessa dove il padre Giovanni è il responsabile dell’Indirizzo moderno e lei, Arianna Campia, è docente di chitarra, strumento con cui si è laureata con 110 e lode al Conservatorio di Milano.
Una figlia d’arte, insomma. Campari è la crasi del suo cognome e nome, con cui ha deciso di farsi chiamare, autrice e interprete di un brano che è quanto di più lontano possa esserci da cocktail e aperitivi. “‘Guarda mamma’ è un progetto che ha preso forma dopo un incontro che ho avuto personalmente con una bambina che aveva perso la mamma nella guerra in Ucraina – spiega la giovane musicista – Ne sono stata profondamente colpita e da lì è nata l’idea di scrivere un testo che raccontasse la guerra vista appunto con gli occhi di un bambino”.
Alla parte musicale hanno collaborato anche una madre e una figlia, l’artista e vocal coach Consuelo Orsingher e Alessandra Osmetti che tra l’altro, insieme, lo scorso anno arrivarono in finale per la scuderia di Arisa alla trasmissione tv “The Voice Generation“.
Il resto è storia recente: il brano ha cominciato a circolare e a piacere, tanto che Arianna è stata contattata da Nicholas Baldini, videomaker emergente a livello nazionale (portano la sua firma i video più recenti di Alfa e Shade). “Un vero onore per me – ricorda Arianna-Campari – Grazie a lui abbiamo recuperato riprese toccanti del conflitto in Ucraina, intervallate da quelle dove io con tutt’altra luce canto in un campo di girasoli, accompagnata dalla mia chitarra”. Il risultato si può vedere e ascoltare su YouTube: una contrapposizione stridente, esattamente come per un bambino fare i conti con esplosioni, macerie e lutti, quanto di più distante da quella spensieratezza cui ogni piccolo dovrebbe aver diritto da quando vede la luce. “Purtroppo non è così e anche una canzone può servire a ricordare come questa ‘Terza guerra mondiale a pezzi’, come l’ha definita Papa Francesco, continui a insanguinare tanti Paesi davanti agli occhi innocenti dei più piccoli”.