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2 mag 2022

Aprica, la Magnolta è rottamata: presto una nuova seggiovia

Al via i lavori. Ma in Lombardia sono tanti gli impianti dismessi da anni

roberto canali
Cronaca
SON 07, Magnolta Aprica. invia Maffescioni
Aprica

Aprica (Sondrio) - ​Dopo quarant’anni di onorato servizio e 15 milioni di sciatori trasportati non è rimasto neppure un pilone della mitica seggiovia Magnolta, "rottamata" per fare posto a un modernissimo impianto quadriposto. La Siba Spa che gestisce gli impianti ha programmato tutto da tempo e non appena la stagione turistica invernale si è conclusa è partita con l’intervento di rimozione dei piloni in attesa di partire con la costruzione del nuovo impianto che oltre a essere spostato rispetto al tracciato attuale sarà lungo 200 metri in più. Il nuovo punto di partenza sarà in località Laghetti, sotto l’arrivo della cabinovia, e dovrebbe entrare in funzione già a partire dalla prossima stagione sciistica. A fronte di un impianto a fine vita che viene smantellato e sostituito ce ne sono altri che, pur dismessi, sono rimasti al loro posto, trasformandosi in piccoli ecomostri come ha denunciato recentemente Legambiente Lombardia.

In provincia di Sondrio a Valdidentro sono inutilizzati da anni gli impianti di Arnoga, a 1.900 metri di quota, costruiti nel 1968 e praticamente fermi dal 2000. Si tratta di uno skilift con annesso un albergo che i proprietari hanno deciso di abbandonare perché non rendeva più. La stessa fine degli impianti di Entova-Scerscen in territorio di Chiesa Valmalenco, a 2.975 metri di quota. La piccola teleferica costruita nel 1986 è frutto di un’idea degli anni ’70 quando ancora si pensava che si potesse praticare lo sci estivo sul ghiacciaio Scerscen. La fusione del ghiacciaio e i problemi economici ne hanno decretato la fine. Rimane un albergo in stato di abbandono dal 1993, una piccola teleferica e pali accatastati a terra. In tutta Italia sono 348 gli impianti in sofferenza ad alta e bassa quota, di questi 132 sono dismessi, 113 sono stati temporaneamente chiusi e 103 continuano a essere mantenuti in funzione anche se i loro costi superano gli utili. Inutile dire che molti si trovano in Lombardia, oltre alla Valtellina c’è la provincia di Bergamo con le seggiovie di Schilpario e Zambia Alta, gli skilift di Lizzola, Selvino, Oltre il Colle e Ardesio la funivia di Torre de Busi. A Brescia gli impianti di Artogne e Pian Camune e la seggiovia di Collio, in provincia di Como lo skilift del Monte San Primo a Bellagio, il Pian del Tivano, quello di Casasco e quello della Sighignola in Alta Valle Intelvi.

 

 

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