Nella foto in bianco e nero Tartano, morirono 21 persone, 11 erano  villeggianti
Nella foto in bianco e nero Tartano, morirono 21 persone, 11 erano villeggianti

Tartano, 19 luglio 2018 - Sono passati 31 anni, ma sembra ieri, tutto è impresso a fuoco nella memoria di chi c’era. Era il 18 luglio quando tutto ebbe inizio, quando cominciò il disastro idrogeologico che segnò per sempre la Valtellina: l’alluvione del 1987.

Era un sabato, e dal giorno prima pioveva a dirotto, secondo gli esperti erano già scesi 305 millimetri d’acqua. Alle 17.04 la prima tragedia di un’estate senza pace, i terreni montani ormai erano saturi e si innescarono frane e smottamenti. A Tartano un’enorme massa d’acqua e fango si abbatté sul condominio «La Quiete», costruito proprio ai piedi di un versante molto ripido ed instabile: venne spezzato in due da un grosso mud-flow, un flusso di fango e acqua ad alta velocità dotato di una potenza distruttiva enorme. I detriti del palazzo vennero scaraventati più a valle contro l’albergo «Gran Baita», pieno di turisti. Morirono 21 persone, 11 dei quali erano villeggianti ospiti dell’hotel.

Lo stesso giorno, il fiume Adda ruppe l’argine settentrionale poco a ovest di San Pietro di Berbenno, allagandolo e coinvolgendo anche Ardenno, Fusine, Selvetta e Cedrasco. Il fatto causò l’interruzione dei collegamenti stradali e ferroviari con la parte orientale della provincia di Sondrio, molte persone vennero sfollate dalle loro case. Nel capoluogo, il torrente Mallero fu sul punto di straripare, così come il torrente Bitto a Morbegno, mentre il fiume Adda straripò allagando tutto il fondovalle nella zona industriale tra i Comuni di Talamona e Morbegno. Fu evacuato l’abitato di Torre di Santa Maria, dove il torrente Torreggio travolse parecchie abitazioni, e i paesi di Chiuro e Sondalo. Anche i collegamenti con la Svizzera furono interrotti. Poi una nuova tragedia: il 28 luglio la frana della Val Pola e altre 32 vittime.