PAOLO GALLIANI
Cosa Fare

Pizzoccheri, a Bormio una festa per il palato

Il piatto povero valtellinese molto amato, abbinato a salamet e slinzega e Torta di grano saraceno con mirtilli di montagna

La "pizzoccherata" da record è una tradizione a Bormio regina delle montagne lombarde

La "pizzoccherata" da record è una tradizione a Bormio regina delle montagne lombarde

Bormio (Sondrio) - Il cibo è relazione. Con la cultura agricola di un territorio, con chi lavora i prodotti della natura e li rende appetitosi. E con la forza evocativa che certi sapori hanno ormai acquisito nell’immaginario collettivo. I pizzoccheri sono così: una specialità gastronomica ma anche identitaria della montagna lombarda, capace di incuriosire e ingolosire anche i grandi scrittori e narratori delle tradizioni italiani come faceva Mario Soldati che della Valtellina e delle sue delizie ha scritto pagine memorabili. Normale quindi che la mega-Pizzoccherata in programma domenica prossima nel centro storico di Bormio non abbia solo il valore e il senso di una gigantesca abbuffata. Piuttosto, quello di una festa e di una vera e propria celebrazione di questo piatto cosiddetto "povero" che il prossimo 4 settembre, alle 13, ben 1.800 commensali avranno la fortuna di assaggiare e apprezzare (costo: 25 euro prenotando entro il 31 agosto, 30 euro nei giorni successivi) accomodandosi ad una tavolata posizionata tra piazza del Kuerc, via Roma e piazzetta San Vitale che definire esagerata è decisamente un eufemismo: qualcosa come 800 metri di postazione.

Certo, si tratta di una chicca corroborante ed energetica, preferibilmente gettonata nelle stagioni più fresche se non fredde.​ Ma si sa, la passion e e la simpatia per la famosa teglia colma di fettuccine di grano saraceno, patate, verze, formaggio Casera, burro e aglio rosolato hanno ormai sdoganato i pizzoccheri come una prelibatezza senza tempo, insomma per tutte le stagioni. Ed è quello che vorranno dimostrare gli chef dei ristoranti, delle osterie, degli agriturismi e dei rifugi coinvolti (una quindicina), invitati a partecipare e a preparare a mano i diversi quintali di pizzoccheri necessari per accontentare tanta platea.

Appuntamento prenotatissimo (www.bormio.eu) e inevitabilmente arricchito come si deve: sulla tavola, oltre a "sua maestà il pizzocchero", arriveranno salamet e slinzega della Contea di Bormio, formaggi locali, l’iconica Torta di grano saraceno con mirtilli di montagna e crema al ribes, le mele della Valle dell’Adda e del buon Grumello docg. Il tutto accompagnato da sottofondo musicale, balli ed esibizioni canore dei “Coscritti di Premana“. Unica incognita, il meteo: in caso di maltempo, la festa sarà annullata (con possibilità di recuperare la prenotazione successivamente in uno dei quindici locali presenti e aderenti all’iniziativa gastronomica). Ma, insomma, dopo un’estate torrida e all’insegna della siccità, da parte della sorte sarebbe davvero uno sgarbo.