Roma, 25 febbraio 2021 - La pandemia? E’ nemica del sesso per 6 uomini su 10. Lo attesta uno studio della Società Italiana di Andrologia, dopo un’indagine condotta su oltre 2600 persone in Italia. Ma dagli andrologi arriva anche un aiuto per chi è in difficoltà, con un ciclo di incontri online. Lo studio, in particolare, dimostra che, durante il lockdown della scorsa primavera, il 59% degli uomini ha avuto difficoltà sessuali e che il 24% ha continuato ad avere disturbi. L’80% degli intervistati ammette un calo del desiderio e solo 1 su 5 dichiara di aver mantenuto, fra le lenzuola, la stessa attività del periodo pre-Covid. 

Il supporto online

Così, per aiutare gli italiani a recuperare una sana vita sessuale e affrontare i disturbi della sfera intima, parte oggi un ciclo di 10 incontri “Keep in Touch 2021“, in diretta con gli esperti della Società Italiana di Andrologia, dalle 19 alle 20, sul canale YouTube “Sia Andrologia“.  Ospite d’eccezione l’attrice e conduttrice Geppi Cucciari. Gli esperti, oltre a dare informazioni sugli argomenti più rilevanti per la salute maschile come disfunzioni sessuali, infertilità di coppia o infiammazioni prostatiche, saranno a disposizione anche per rispondere alle domande degli utenti connessi, tramite la chat live di YouTube.  Al primo appuntamento di oggi saranno online per parlare di disfunzioni sessuali in tempo di pandemia, il presidente Sia Alessandro Palmieri, l’uro-andrologo Andrea Salonia, la sessuologa Roberta Rossi e la psicologa Maria Cristina Florini. 

L'analisi del fenomeno 

“L’arrivo della pandemia ha riscritto in modo radicale la vita delle persone, impattando anche sull’attività sessuale – osserva Alessandro Palmieri, presidente Sia e Professore di Urologia Università Federico II di Napoli – Sono stati molti i fattori che hanno messo a dura prova l’eros. A cominciare dall’ansia e dalla preoccupazione su “cosa accadrà“, la faticosa gestione della nuova vita per l’eccessiva vicinanza con il partner o, al contrario, per l’eccesso di distanza per le coppie non conviventi. Per questo – precisa Palmieri - abbiamo deciso di indagare la soddisfazione sessuale degli italiani attraverso uno studio clinico condotto online durante il primo lockdown“.  I dati raccolti mostrano che in quarantena il 59% degli uomini, ha avuto disfunzioni sessuali. Non abbiamo rilevato differenze in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, le Regioni con il più alto tasso di casi di Covid-19, né fra il personale sanitario. La funzione sessuale è migliorata quando le restrizioni sono state allentate, ma il 24% degli uomini ha confermato di avere ancora difficoltà.

Gli effetti della quarantena e il nodo natalità

Numerose rilevazioni confermano anche una diminuzione dell’attività sessuale durante la quarantena, tanto che solo un uomo su cinque afferma di aver mantenuto un livello di attività sessuale quasi uguale al periodo pre-Covid e 8 su 10 ammettono di aver avuto un calo del desiderio“.  L’Istat ha inoltre stimato conseguenze sulla natalità che vedrà un nuovo crollo delle nascite: si stimano appena 408.000 nuovi nati, ancora peggio dei livelli già bassi del 2019, quando ci sono state solo 420.000 nascite. “Per questo - aggiunge l’esperto - abbiamo deciso di programmare, a cadenza quindicinale, un ciclo di appuntamenti online di informazione”.