Covid, test in un laboratorio (Ansa)
Covid, test in un laboratorio (Ansa)

La lotta al Covid si basa soprattutto sulla ricerca scientifica e sempre più spesso, in diverse parti del mondo si ottengono importanti risultati che saranno utili anche in futuro per contrastare il virus. L'ultimo, in ordine di tempo, arriva dall'Università Statale Wayne di Detroit, negli Stati uniti, dove un team di ricerca è riuscito a dimostrare che nelle urine dei pazienti Covid ci sono elevate concentrazioni di biomarcatori associati all’attivazione del sistema immunitario. La notizia, ai più dirà poco ma in realtà è molto importante perché potrebbe bastare una semplice analisi dell'urina per prevedere quali sono i soggetti che sono più a rischio di sviluppare la forma potenzialmente letale della COVID-19.

Questa scoperta, in particolare, permetterebbe di scoprire in anticipo chi è più a rischio di sviluppare la forma potenzialmente letale della patologia aiutando quindi i medici a gestire i casi più gravi in maniera tempestiva ed appropriata, utilizzando su di loro, ad esempio, le terapie con gli anticorpi monoclonali, abbattendo così il rischio di decesso. Il team di scienziati americani, guidato dalla professoressa Dragana Komnenov del Dipartimento di Medicina Interna, ha condotto analisi delle urine di pazienti malati di Covid confrontandole con quelle di persone sane, rilevando che in quelle dei contagiati erano presenti livelli elevati di specifici biomarcatori associati all'attivazione del sistema immunitario. Le concentrazioni di queste sostanze erano inoltre ancor più elevate nei soggetti con diabete e ipertensione, le principali concause di mortalità per Covid 19.

I ricercatori puntano a individuare in anticipo i pazienti che vanno incontro al rischio della cosiddetta “tempesta di citochine”, una abnorme risposta del sistema immunitario che può portare all'accumulo di liquido infiammatorio nei polmoni e innescare la sindrome da distress respiratorio acuto o ARDS, un'insufficienza polmonare grave che porta all'intubazione in terapia intensiva. Ulteriori conferme sulla validità di questa sperimentazione arriveranno nei prossimi giorni e, se così fosse l'esame delle urine potrebbe rientrare nella lista degli screening rapidi che vengono fatto per chi contrae il virus Covid 19.

I dettagli di questa ricerca, intitolata “Urine cytokines as biomarkers in COVID-19 patients” saranno presentati durante il meeting annuale della American Physiological Society's (APS) che si sta tenendo online proprio in questi giorni.