Pavia, 15enne stuprata in riva al Ticino. Dal flirt sui social all’inganno: “Non ti succederà niente di pericoloso”

Le parole con cui il giovane tunisino ha circuito la ragazzina brianzola che poi ha tentato di suicidarsi gettandosi nel fiume. La telefonata del fratello

Le indagini sono affidate alla Polizia di Pavia
Le indagini sono affidate alla Polizia di Pavia

Pavia, 27 dicembre 2023 – Un pianto disperato e poi una richiesta, estrema: “Voglio lasciare un ultimo messaggio ai miei genitori”. È l’Sos lanciato martedì sera al 112 di Pavia da una 15enne di origine marocchina, residente nel Monzese, pochi istanti prima di gettarsi nelle acque gelide del Ticino a Pavia. Con l’intento di togliersi la vita. A scatenare il dramma e il proposito del gesto estremo, un’aggressione sessuale da parte di un coetaneo tunisino. E così, quella che doveva e poteva essere una romantica storia d’amore, si è trasformata in un incubo.

La premessa

La ragazzina conosce il giovane tunisino su Instagram. Le appare dolce e interessante. Al punto di volerci uscire assieme. Si danno appuntamento attraverso i social. E decidono d’incontrarsi a Pavia, dove risiede il ragazzo. Alla madre racconta una bugia che vuol essere innocente: si fa accompagnare in stazione a Monza dicendo che deve incontrare un’amica. In realtà raggiunge la stazione di Milano Porta Garibaldi dove si incontra col tunisino. La tappa successiva, sempre in treno, è Pavia. Tutto sembra andare per il meglio. Le chiacchiere, delle tenerezze mentre passeggiano lungo il Ticino. Poi la proposta del ragazzo di andare a visitare il parco fluviale di Borgo Ticino.

L’inganno

"Non ti succederà niente di pericoloso” la rassicura il ragazzo. Quelle parole sono in realtà un’atroce bugia. Una volta arrivati nell’area verde, infatti, il giovane cambia improvvisamente atteggiamento. Prima tenta un approccio fisico, poi la immobilizza e la violenta. A stupro consumato il tunisino si offre di riaccompagnarla in stazione. Lei è sotto choc. Lo respinge, gli chiede di andarsene: "Lasciami qui, ho bisogno di stare un po’ da sola”. Il ragazzo non se lo fa ripetere e si dilegua.

Le ricerche

Lei è in lacrime. Sola nel buio di un prato in riva al Ticino. Si vergogna: quel ragazzo le ha tolto la verginità. Intanto, sia la mamma sia il fratello, in pensiero non vedendola tornare a casa, cercano in tutti i modi di contattarla. La prima inviandole messaggi su messaggi su Whatsapp. Il secondo riesce invece a chiamarla. La sorella risponde ma non dice una parola: piange e singhiozza al telefono. Ha già maturato il proposito del gesto estremo. Vuole farla finita.

La telefonata

Prima di gettarsi, però, chiama il 112 lasciando agli operatori il numero della madre. Per avvisarla. Una telefonata, quella al numero unico d’emergenza, provvidenziale. Scatta immediatamente l’allarme. Il cellulare viene subito localizzato. Le Volanti della Questura si precipitano in riva al fiume. La 15enne si è intanto già gettata nel Ticino. Rimane aggrappata a un grosso ramo incastrato nel letto del corso d’acqua, ma quando arrivano gli agenti perde la presa e viene travolta dalla corrente.

Il salvataggio

I poliziotti non esitano un secondo a gettarsi nelle acque gelide per raggiungerla. Un salvataggio estremo. La ragazza è nel panico, si dimena. Ma grazie a una catena umana viene finalmente riportata a riva. È in ipotermia. C’è l’ambulanza ad aspettarla, poi la corsa a sirene spiegate al pronto soccorso del San Matteo.