Pavia, rigenerazione urbana: ventuno progetti per recuperare le aree dismesse e cambiare il volto alla città

Numerosi gli interventi già partiti e altri annunciati. Il sindaco Fracassi: “La maggior parte delle persone non sa che cosa sia stato messo in piedi in questi anni”

Il sindaco di Pavia, Fabrizio Fracassi

Il sindaco di Pavia, Fabrizio Fracassi

Pavia, 17 febbraio 2024 – Ventun progetti, dal parco Cardano per lo sviluppo sostenibile all’ex Arsenale. Ventun interventi in aree dismesse destinati a cambiare il volto della città sono stati illustrati questa mattina nell’aula del 400 dell’Università e messi in mostra.

“La maggior parte delle persone non sa che cosa sia stato messo in piedi in questi anni – ha detto il sindaco Fabrizio Fracassi – eppure l’operazione è importante per il presente e il futuro della città. Non a caso il titolo dell’incontro è ‘Pavia oggi e domani’ e proprio tra oggi e domani sarà possibile vedere come cambierà la città”.

Numerosi gli interventi di rigenerazione già partiti e altri annunciati. Tra quelli che si stanno realizzando c’è il recupero dell’ex Necchi destinata a diventare un nuovo quartiere. “Siamo arrivati a Pavia nel 2019 perché crediamo nel potenziale della città – ha detto Paolo Signoretti di Supernova -. Abbiamo completato la rimozione dell’amianto, stiamo ultimando le demolizioni e le bonifiche procedono speditamente. Speriamo di poter presentare presto il nostro progetto”. Le opere in programma, infatti, sono legate all’approvazione della variante al piano di governo del territorio che tornerà in Consiglio comunale il 26 febbraio, ma che vede la contrarietà di molti comitati di cittadini sorti spontaneamente e anche all’interno delle forze politiche di maggioranza non mancano le critiche. “Speriamo che il dibattito politica possa trovare sintesi – ha aggiunto Signoretti – per permetterci di continuare in questo progetto ambizioso”.

Per rispondere alle necessità sempre crescenti di una città campus come Pavia, di 14mila metri quadri di via Lomonaco nascerà l’hub dello Iuss per le attività di alta formazione, ricerca avanzata, trasferimento tecnologico e terza missione. “Il progetto Tettoie nuove sta procedendo bene – ha spiegato Roberto Nascimbene -, siamo al primo step che prevede il restauro di una basilica destinata a diventare sala studio, uffici, biblioteca e open space. Contiamo di aprire il cantiere per marzo e di rimanere in due anni al massimo di lavori”.

Ancora più vasta è l’area dell’ex Arsenale di via Riviera di proprietà demaniale. “Un compendio così vasto, si parla di 140mila metri quadri – ha spiegato Ciro Iovino dell’Agenzia del Demanio – richiede un impegno finanziario notevole, più lo si conosce più la spesa diventa mirata per scoprire le potenzialità dell’area. Chiusa la fase di conoscenza stiamo preparando la gara di progettazione che dovrebbe partire entro l’anno per passare poi alla fase dei lavori”.

“Chi ci accusa di essere il partito del cemento è in errore - ha concluso il primo cittadino -. I progetti che abbiamo messo in piedi riguardano il futuro della città, il futuro dei nostri ragazzi. Noi vogliamo che Pavia torni ad essere una città di primo piano e non il fanalino di coda della Regione Lombardia”.

E, dopo l’aula del 400, dal 7 marzo la mostra dei progetti, intitolata "Pavia oggi e domani", si sposterà nel cortile del Broletto dove ci saranno saranno inseriti altri interventi previsti.