
Mattia Giarrizzo si prende cura della tomba del “re dei barboni“ ma manifesta sconforto
Pavia, 2 novembre 2024 – Sprofondate sotto le forti piogge dei giorni scorsi. Nella giornata dedicata alla commemorazione dei defunti, alcuni parenti si troveranno di fronte a un triste spettacolo: almeno sei tombe di un’ala del cimitero Maggiore sono in pessime condizioni. Tra queste rientra lo spazio nel quale riposa il “re dei barboni” come si faceva chiamare Armando Bruzzesi, deceduto nel 2017, quando aveva 87 anni. “Un’area del cimitero di San Giovannino - dice Mattia Giarrizzo, amico del “re dei barboni” - è stata realizzata in una zona golenale. Non è la prima volta sprofondano le tombe, ogni due mesi dobbiamo provvedere perché la situazione è pessima. Diverse persone vanno a trovare Armando, non è bello che trovino la tomba in pessime condizioni”. Giarrizzo ha fatto presente ai servizi cimiteriali quello che accade: “Mi hanno risposto che non è un problema di loro competenza e che ci dobbiamo pensare noi parenti o amici dei defunti che hanno le tombe sprofondate, perché quello è uno spazio pubblico che viene ceduto ai privati e i privati se ne devono prendere cura. Lo facciamo, ma oggi bisogna sostituire i sassolini, domani i fiori e poi si deve rifare tutta la tomba. Diventa troppo oneroso”.
Le bollette-beffa
E così scatta la protesta: “Mi è arrivato il bollettino per il pagamento della luce votiva - aggiunge Giarrizzo - e vorrei tanto non pagarlo, non per i 25 euro richiesti, ma perché la luce non funziona. E non sono nemmeno l’unico a voler protestare così, sono centinaia i pavesi che si rifiutano di pagare la luce per lo stesso motivo”. “Il re dei barboni” era molto noto in città, dove lo si incontrava spesso e ci si poteva fermare a scambiare quattro chiacchiere o ad ascoltare le poesie che scriveva e declamava.
“Non terrei più la tomba nel terreno perché richiede troppe spese - anticipa Mattia Giarrizzo -. Sinceramente propenderei per uno spazio nel tempio della Socrem, in modo da avvicinarlo a quella che era la sua abitazione. Devo però verificare se posso decidere io di esumare la bara e trasferire il feretro altrove. Non sono parente di Armando, era un suo grande amico e oggi me ne prendo cura. Legalmente non so se ho un titolo per operare. Lo verificherò col mio avvocato”. Nell’attesa, a sette anni dalla morte di Armando Bruzzesi, per non perdere la memoria del poeta e artista di strada, Giarrizzo sta pensando di organizzare in libreria una giornata a lui dedicata. Magari le offerte raccolte potrebbero contribuire a dare ad Armando una sistemazione che finalmente non sia più in balia del meteo.