Pavia, gli operai invadono le strade: “Perdere 200 posti di lavoro è un problema sociale”

Pavia, striscioni, fischietti, bandiere Sì Cobas e Cub dalla Prefettura al Comune contro l’ipotesi licenziamenti. Ma dalla logistica e dal committente Gottardo fanno sapere: “Colpa dell’inefficienza e dell’assenteismo”

La promessa dei sindacati: "Lotteremo finché non arriveremo alla vittoria"

La promessa dei sindacati: "Lotteremo finché non arriveremo alla vittoria"

Striscioni, bandiere del Sì Cobas e della Cub, fischietti e slogan gridati che riecheggiavano nelle vie del centro. Ieri mattina sono arrivati dalla logistica Moving di Broni per manifestare a Pavia i duecento lavoratori a rischio licenziamento. Durante il corteo partito da piazza Guicciardi, dove ha sede la Prefettura che sta svolgendo un ruolo di mediazione nella vertenza, e diretto in piazza del municipio, i dipendenti della logistica che ha come committente Gottardo Spa, hanno gridato slogan pesanti contro Tigotà. I lavoratori, infatti, preparano gli ordini per la catena di prodotti per la cura della casa e della persona, ma in tutta la vicenda la catena è parte lesa e ha subìto atti vandalici compiuti da alcuni lavoratori del proprio appaltatore.

“La decisione di non mantenere in attività il magazzino di Broni è motivata esclusivamente dalle tante inefficienze e da una crescente perdita di produttività – fanno sapere da Moving e Gottardo – Una situazione che si è ripercossa negativamente sull’organizzazione del lavoro dei nostri collaboratori, esasperati per il disservizio creato che negli anni ha comportato mancate vendite per circa 200 milioni".

Era da molto tempo che Pavia non veniva invasa da un corteo operaio organizzato per informare la cittadinanza di quanto sta accadendo. E i pavesi si sono mostrati solidali con i manifestanti. "In un territorio che non raggiunge i 10mila abitanti – ha sottolineato Maurizio Fratus della Cub Trasporti – perdere duecento posti di lavoro equivale a un problema sociale. Vuol dire che duecento famiglie presto non avranno più i soldi per pagare le bollette e mandare i figli a scuola. E non pensiamo che il Comune possa erogare sussidi a tutti".

Il committente però non ci sta. Conti alla mano, quel magazzino avviato a fine 2018 ha già visto succedersi ben tre diversi appaltatori e ha registrato una crescente perdita di produttività che ha costretto a incrementare notevolmente l’organico, anche per far fronte all’alto tasso di assenteismo (nella media del 22% da diversi mesi). Ma i sindacati si preoccupano dei posti di lavoro a rischio e delle famiglie.

Di questo una delegazione di lavoratori ha parlato al vicesindaco Antonio Bobbio Pallavicini che, quando sono arrivati sotto il Comune, ha scelto d’incontrarli offrendo la disponibilità dell’Amministrazione pavese a dare il proprio contributo e a fare pressioni perché si trovi una soluzione. Sul tavolo al momento c’è la proposta della Prefettura di non disdire l’affitto del capannone, in modo da consentire alle organizzazioni sindacali di trovare un nuovo operatore disposto a subentrare assumendo almeno una parte dei lavoratori. "Lotteremo finché non porteremo a casa la vittoria", hanno promesso i sindacalisti. E la trattativa prosegue, nella speranza di raggiungere un’intesa che per ora appare lontana.