
L’indagine della Procura di Milano per falso e turbativa d’asta vede indagate tre persone e coinvolge sei penitenziari
La realizzazione di un campo da calcio nella casa circondariale di Pavia è diventata l’emblema della gestione irregolare degli appalti. Ad accendere i riflettori su quest’opera sono state la guardia di finanza e la procura di Milano che indagano su presunte gare di affidamento dei lavori truccate in cambio di mazzette. Le accuse sulle quali si fonda l’inchiesta sono turbativa d’asta, falso ideologico e corruzione. Stando alle ipotesi degli inquirenti, in particolare, all’interno di Torre del Gallo sarebbe stato realizzato un campo da calcio inutilizzabile perché i lavori, sui quali si ipotizzano anche costi gonfiati, non sarebbero stati eseguiti a regola d’arte. È stata una mail inviata alla fine di marzo dello scorso anno alla segreteria del Provveditorato regionale a far saltare la mosca al naso di chi indaga. Nel testo della corrispondenza elettronica proveniente da un indirizzo temporaneo e priva di firma, si lamentavano quelle che venivano definite le "onerose richieste" rivolte dall’ingegnere progettista e direttore dei lavori Michele Caliendo, 39 anni, residente a Rho. Non solo, veniva anche sottolineato che "i pranzi e i regali offerti al responsabile del progetto non sarebbero stati sufficienti a chiudere un lavoro così semplice". Un lavoro semplice, ma forse non effettuato a regola d’arte. Sarebbe stato il direttore di Torre del Gallo, infatti, a segnalare "la sostanziale inutilizzabilità del campo sportivo realizzato presso quella struttura carceraria e la mancanza di sicurezza dello stesso".
Per questo il Provveditorato regionale aveva sollvato Calienda dall’incarico e deciso di affidare a Sebastiano Antinoro, capo sezione IV Edilizia penitenziaria ufficio III - Risorse materiali e contabilità del provveditorato regionale un sopralluogo tecnico finalizzato ad accertare e approfondire le criticità descritte dal direttore della casa circondariale di Pavia. La verifica effettuata ha confermato un’esecuzione solo parziale dei lavori di realizzazione del campo sportivo affidati alla Lucon Sport srl di Arona, oltre a un rilevante difetto di progettazione, che Caliendo avrebbe rivolto alla ditta appaltatrice. Irregolarità simili sarebbero state riscontrate anche per il campo di Como realizzato con costi gonfiati, forniture sproporzionate di materiali e lavori mai effettivamente eseguiti, come la posa di impianti elettrici e scavi. Oltre ai due penitenziari, altri quattro come San Vittore e Opera a Milano e poi Brescia e Monza sono finiti sotto la lente.