MANUELA MARZIANI
Cronaca

Fridays for future, presidio vietato in centro a Pavia: “Rischio di danni ai monumenti”

Piazza della Vittoria off limits per i giovani che manifestano contro i cambiamenti climatici. Il questore concede piazzale Ghinaglia, ma gli attivisti protestano:“Noi siamo pacifici, dall’altra parte solo repressione”

Manifestanti in piazza Vittoria

Manifestanti in piazza Vittoria

Pavia, 22 settembre 2023 – Per la seconda volta i ragazzi di Fridays for future oggi non possono tenere il loro presidio in piazza della Vittoria, ma devono ripiegare su piazzale Ghinaglia, ai margini del centro storico, all’inizio di Borgo Ticino. L’appuntamento fisso dal febbraio 2019, potrà spostarsi fuori dal “salotto buono” della città, perché il movimento sarebbe pericoloso.

“Il questore di Pavia, dopo le prescrizioni degli scorsi anni per altre manifestazioni e la richiesta di sorveglianza speciale per Simone Ficicchia di Ultima Generazione – si legge in una nota di Fridays for future Pavia -, si conferma ferreo nei confronti di tutti quei movimenti che non si incasellano nell’obbedienza. Ormai nemmeno i preavvisi di pubblica manifestazione sono sufficienti”. Fridays for future Pavia è un movimento dal basso di studenti e studentesse che da anni lavora con scuole e istituzioni, organizzando anche manifestazioni e azioni, tra cui il blocco dell’ingresso della raffineria Eni di Sannazzaro del 14 settembre.

“Proprio questa azione – prosegue la nota – è bastata a scatenare la repressione: ora il movimento non è più il colorato coagulo dei cartelloni del venerdì ma un pericoloso nemico dell’ordine pubblico. La motivazione del divieto a manifestare nel centro storico va a ricercarsi nel rischio di danni ai monumenti”. Come fa da diverse settimane Fridays for future nel suo presidio del venerdì intende richiamare l’attenzione sui problemi legati ai cambiamenti climatici e e alla situazione di Pavia dove venerdì 6 ottobre si terrà una manifestazione per chiedere zone di rispetto attorno alle scuole e Pavia città 30.

“Noi siamo pacifici e non violenti, mentre dall’altra parte conosciamo solo repressione – sostengono ancora i ragazzi nella loro nota -. Il gesto della questura lascia presagire future azioni repressive di questo tipo, a Pavia come in altre città. Il vero pericolo è chi sceglie di sopprimere il movimento climatico”.