Carbonizzato nella villetta in cenere: Enore Saccò risulta ancora disperso

Di fatto le indagini stanno procedendo come se la vittima fosse certamente il settantacinquenne. Le sue ricerche non hanno infatti dato esito, ma solo il Dna potrà confermare se si tratta dell’anziano

Il cadavere ancora formalmente senza nome è stato scoperto dai pompieri

Il cadavere ancora formalmente senza nome è stato scoperto dai pompieri dopo aver domato il rogo nell’abitazione data alle fiamme in via Gramsci

Bressana Bottarone (Pavia) – Formalmente risulta disperso. Ma al di là della certezza che potrà arrivare solo con gli esiti della comparazione del Dna, le indagini dei carabinieri stanno di fatto già procedendo come se fosse lui la vittima di quello che dalla Procura viene ritenuto un omicidio. Enore Saccò, 75enne di Bressana Bottarone, era infatti già scomparso prima del rinvenimento del corpo carbonizzato nel garage della sua villetta data alle fiamme in via Gramsci.

All’alba di mercoledì scorso, 14 febbraio, quando i vigili del fuoco sono intervenuti per l’incendio non avevano elementi per ritenere che in casa ci fosse qualcuno. Lo scenario è poi decisamente cambiato quando più tardi, sempre nella giornata di mercoledì, è stato trovato il furgone dello stesso proprietario dell’abitazione incendiata.

Gli stessi vigili del fuoco e la Protezione civile hanno effettuato nell’immediatezza un’accurata battuta di ricerca nella zona del ritrovamento del furgone, abbandonato in riva al torrente Coppa, in località Argine. Anche il sangue rinvenuto sul furgone, inizialmente aveva fatto ipotizzare un gesto di autolesionismo da parte dell’anziano, che avrebbe potuto prima dare fuoco alla propria casa e poi allontanarsi sul proprio furgone, forse con l’intenzione di farla finita.

Ma le ricerche non hanno avuto alcun esito e nella zona del ritrovamento del furgone non è stato trovato il corpo dell’ipotetico suicida. Nel frattempo, dopo la denuncia di scomparsa sporta ai carabinieri da una delle due figlie del 75enne, che dopo l’incendio di mercoledì mattina non riusciva a contattare il padre con il quale peraltro i rapporti pare fossero già da tempo non molto frequenti, il giorno dopo, giovedì 15, è stato effettuato il sopralluogo nella casa incendiata, con il ritrovamento del corpo carbonizzato.

E dopo ormai cinque giorni dalla scomparsa, l’unica traccia del disperso sembra sempre più essere proprio il cadavere, irriconoscibile perché completamente consumato dal fuoco. A ieri non risultava ancora fissata l’autopsia, che stabilirà la causa del decesso: se verrà trovato fumo nei polmoni, sempre che sia ancora possibile analizzare i tessuti per le condizioni in cui sono stati trovati, vorrà dire che l’uomo era ancora vivo al momento dell’incendio. In caso contrario, significherebbe che era già stato ucciso prima che venissero appiccate le fiamme in casa.