Scandalo case popolari Aler a Lodi e Pavia: oltre 1.200 alloggi sfitti, “ma solo 60 si possono assegnare”

I numeri allarmanti: 347 appartamenti in provincia di Lodi e 897 nel Pavese non sono ancora abitati. La denuncia della consigliera regionale Pd Roberta Vallacchi: la maggior parte risulta inagibile

Secondo gli ultimi dati sono 2.392 le case Aler nel Lodigiano e 4.778 nel Pavese

Secondo gli ultimi dati sono 2.392 le case Aler nel Lodigiano e 4.778 nel Pavese

Oltre 1.200 alloggi sui 7.170 del patrimonio Aler del bacino di Lodi e Pavia risultano sfitti. Sono 2.392 le unità immobiliari nel lodigiano, 538 situate nel capoluogo Lodi e 1.854 in provincia, mentre 4.778 gli appartamenti situati nel Pavese: 2.228 nel capoluogo e 2.550 in provincia. Di questi alloggi, al 31 dicembre 2023, 1.244 risultavano sfitti: 347 in provincia di Lodi e 897 in provincia di Pavia. I dati sono stati illustrati nella commissione sostenibilità sociale, casa e famiglia, durante l’audizione con la direzione di Aler Pavia-Lodi, in merito alla nuova gestione, alle nuove linee guida e ai nuovi obiettivi dell’azienda di Regione Lombardia.

"Tra le due province, solo 60 appartamenti sono in condizioni da poter essere assegnati, gli altri necessitano di essere risistemati" ha detto la consigliera regionale del Pd Roberta Vallacchi. "Con il forte bisogno di casa – ha detto Vallacchi – quasi il 19% del patrimonio non utilizzato rappresenta un dato ancora molto negativo che genera due tipi di problemi: non solo la mancata copertura del fabbisogno abitativo dei lombardi, ma anche un peso economico non indifferente sulle spalle di Aler che deve pagare le tasse senza incassare i canoni. È quindi necessario un cambio di rotta". Proprio in questi giorni a Pavia è stata pubblicata la graduatoria provvisoria dell’assegnazione degli alloggi di edilizia pubblica. Diverse centinaia i nuclei che hanno presentato domanda e 141 coloro che hanno priorità di assegnazione.

“Innanzitutto , servono più risorse per ristrutturare e assegnare al più presto gli alloggi rimanenti, magari suddividendo, attraverso una mappatura, le diverse tempistiche per velocizzare ulteriormente le assegnazioni – ha aggiunto la consigliera – e poi sarebbe necessario intervenire modificando la normativa regionale per rendere le procedure più snelle, adeguate ai contesti territoriali e di facile applicazione". In calo il tasso di morosità, che durante la pandemia era salito, e ora è più elevato a Lodi di quanto non risulti a Pavia.

“Se nel 2018 il tasso di morosità era del 23,53% e nel 2022 del 25,43% – ha proseguito Vallacchi – al 31 dicembre 2023 è ulteriormente calato, arrivando a Pavia al 21,88% e a Lodi al 25,03%". Ma non si può cantare vittoria perché è atteso un ulteriore rialzo a causa dell’inflazione e dell’aumento del costo dei beni essenziali e della fine del mercato tutelato, destinato a incidere non poco sulle spese condominiali.

"Non possiamo dimenticare – ha concluso la consigliera regionale – che rimane ancora molto alta la percentuale di coloro che hanno un reddito bassissimo, perché nell’ultima rilevazione relativa ai redditi del 2021, si attesta ancora al 60,5% il canone di protezione riservato agli indigenti e anche questa percentuale, purtroppo, proprio per l’inflazione, gli aumenti, l’abrogazione, dal primo gennaio, dell’aliquota agevolata sul costo del gas e l’addio al mercato tutelato che inciderà notevolmente sulle spese condominiali, potrebbe tornare a crescere".