Alunni in mensa
Alunni in mensa

Monza, 15 febbraio 2020 - La minaccia di mettere tutti a tavola con spaghetti al burro e formaggio. Non diventa reale, almeno per ora, la strategia del pasto in bianco contro i morosi della mensa scolastica da parte di Camst, azienda che gestisce il servizio a Usmate. Venticinque bambini fino a ieri sera hanno rischiato di trovarsi insieme ai compagni con un pasto “di magro” perché mamma e papà non avevano pagato.

Un debito di 15mila euro, 600 a testa. Troppi per il colosso della ristorazione che ha fatto retromarcia solo dopo la presa di posizione del sindaco Lisa Mandelli contro la decisione. Tutto è iniziato ieri con la comunicazione della società decisa ad applicare il giro di vite. Una scelta che ha spinto l’amministrazione a prendere le distanze dalla misura che ritiene fatta «per discriminare i piccoli, che non hanno responsabilità».  Una svolta maturata nelle ultime ore dopo una serie di inutili richiami ai furbetti. Una riunione in extremis con i dirigenti della ditta si era chiusa con la richiesta del sindaco di adottare provvedimenti che puntassero ad azzerare i debiti, ma non sulla pelle dei bimbi. Un desiderio accolto in extremis, con la richiesta di «aprire un tavolo urgente per affrontare la situazione», fa sapere la direzione. 

«Il servizio è in concessione e non in appalto - precisa Mandelli -. Significa che il Comune non può intervenire direttamente nel merito». In pratica la giunta non avrebbe potuto evitare che in mensa, con la nuova settimana, 25 bambini si ritrovassero sul tavolo un piatto più leggero di quello dei compagni.  «Il dialogo con Camst prosegue», ha sottolineato il primo cittadino, ripetendo che resta «intollerabile che qualcuno non paghi la mensa. E non si tratta di persone in difficoltà, perché per chi lo è, ci sono i servizi sociali». Questione di legalità ed equità nei confronti delle famiglie che hanno sempre rispettato le scadenze. Oggi si paga con una carta a scalare, ma l’anno prossimo il servizio cambierà. 

La riorganizzazione è già pronta: «L’iscrizione alla mensa sarà obbligatoria. Oggi sono mille i ragazzi che usufruiscono del refettorio fra scuola dell’infanzia, primaria e tempo prolungato per 20mila pasti serviti ogni anno e non si potrà fare con i conti in rosso. Verranno potenziati gli aiuti per famiglie in difficoltà, a partire dalla gratuità del servizio per chi ha un’Isee inferiore a 6mila euro». Ma la vicenda di Usmate non è isolata. La minaccia del pasto in bianco ha già funzionato a Cornate, dove il gestore è lo stesso. È bastato proporlo perché mamme e papà corressero a saldare il dovuto, riducendo il buco al minimo storico: 4mila euro. Si partiva da 60mila, quindici volte in più. La ricetta salva-conti si è rivelata efficace, ma le polemiche non sono mancate: più di una famiglia ha alzato il sopracciglio davanti al nuovo corso: «I figli non devono pagare gli errori dei genitori«, sostengono i perplessi.