
Un’intera comunità in festa. I peruviani e la loro Indipendenza. Anche gli alpaca in piazza Duomo
Gli incas li chiamavano "l’oro delle Ande e la fibra degli Dèi". E qualcosa di “divino“ lo avevano i tre bellissmi esemplari di alpaca che ieri hanno sfilato docili e mansueti sul sagrato del Duomo. Perché ieri mattina in piazza del Duomo a Monza si sono ritrovate centinaia di persone sorridenti e colorate, in occasione della festa nazionale del Perù, di cui ricorre il 203esimo anniversario dell’Indipendenza. Per l’occasione, è stata celebrata una messa solenne dall’arciprete. Perché Monza? Perché la comunità brianzola peruviana è molto rappresentata, con 4.500 persone. Che hanno portato canti, colori, costumi tradizionali. Come ha spiegato Ana Maria Bobadilla Vilchez, presidente dell’Associazione culturale Perú Amico d’Italia, "siamo molto ben integrati qui. Con peruviani che lavorano sia come imprenditori (ci sono 5 ristoranti tipici); sia nel settore sanitario come infermieri e badanti". In Italia da 25 anni, Ana Maria ne sa qualcosa, "ho lavorato come domestica, come badante e oggi come addetta alla Cultura del mio Paese". Ieri poi, oltre a celebrare la festa (la data precisa sarebbe il 28 luglio, ma per i peruviani "si fa festa tutto il mese"), venivano ricordati anche i 150 anni di amicizia diplomatica con Italia. Il “parterre de roi“ alla cerimonia era lì a dimostrarlo: c’erano il Console generale del Perú a Milano, la signora Ana Teresa Lecaros Terry e il viceprefetto, Marialaura Liberatore. E poi il sindaco di Monza, Paolo Pilotto, e il primo cittadino di Agrate Brianza, Simone Sironi. Oltre a un nugolo di assessori, consiglieri comunali e altre autorità della Brianza. Un momento per ricordare la storia della Repubblica del Perù. Un Paese relativamente “giovane“ dal punto di vista politico, ma le cui radici affondano in una storia millenaria, dai precolombiani Caral, la cultura più antica d’America e una delle cinque culle della civiltà, agli Incas. Conquistato dagli Spagnoli nel XVI secolo, il Perù conobbe la sua indipendenza con l’eroe nazionale Simone Bolivar. "E quando fu proclamata l’indipendenza, fu celebrata subito una messa per ringraziare Dio: per questo anche a Monza abbiamo fatto così" dice Ana Maria. Prima di andare a mangiare specialità peruviane, la parata dei tre alpaca, arrivati da un allevamento di Paderno Dugnano. Un animale molto caro alla comunità peruviana, prezioso per l’ecosistema. "E poi l’Onu ha dichiarato che il 2024 è l’anno internazionale dei camelidi del deserto e delle Ande. Per noi è un motivo di orgoglio - ha spiegato ancora Ana Maria -. In Perù ne abbiamo 4 varietà: la vicogna, che è il simbolo nazionale, ancora selvaggio; il guanaco, il lama e appunto l’alpaca. La fibra di vicogna è molto pregiata e ricercata anche dai maestri italiani della moda". Ma i peruviani amano anche il nostro panettone: "Siamo i maggiori consumatori al mondo di questo dolce... anche se da noi quando è Natale ci sono 30 gradi!".