Un lavoro per 600 migranti. Al via il Progetto Integra

Corsi di formazione, inclusione e accompagnamento a un’occupazione con Formaper e Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Un lavoro per 600 migranti. Al via il Progetto Integra

Un lavoro per 600 migranti. Al via il Progetto Integra

Ha preso il via nei giorni scorsi il Progetto Integra, per la formazione, l’inclusione e l’accompagnamento al lavoro di migranti e richiedenti asilo, a cura di Formaper e Camera di commercio, industria artigianato e agricoltura (Ccia) Monza Brianza Milano e Lodi. Durerà tre anni, selezionando circa 600 candidati, di cui 450 accederanno alla formazione nei settori di ristorazione, logistica, edilizia e artigianato, in collaborazione con le associazioni di categoria e gli enti territoriali. L’ipotesi è che al termine del progetto circa 300 migranti saranno stati formati e introdotti nel mondo del lavoro.

"Il nostro obiettivo - ha spiegato Barbara Borsani, responsabile area progetti del sistema camerale di Formaper e Camera di Commercio - è colmare le carenze di manodopera, concorrendo all’integrazione della popolazione migrante nella gestione della fase post accoglienza, con percorsi di formazione e inserimento lavorativo, studiati ad hoc per il target fragile che necessita di una formazione specifica e ha urgenza di disporre di un reddito immediato". I partner da coinvogere sin dall’inizio sono le organizzazioni del terzo settore, le associazioni datoriali e le agenzie per il lavoro.

Trattandosi di un’utenza fragile, con elevato rischio di dispersione, sarà necessario partire da una platea molto allargata. Ecco perchè si ipotizza di partire da 600 candidati, selezionarne il 75% e immaginare che realisticamente termini il percorso con successo e sia inserito in azienda il 50%. I partner del progetto ipotizzano incentivi alla frequenza, come buoni pasto e abbonamenti ai mezzi pubblici e piccoli premi per gli studenti più meritevoli e testimonianze degli imprenditori che stimolino in loro il desiderio di "farcela". Nei prossimi giorni verrà costituito il network dei portatori di interesse al progetto, come aziende che non riescono a trovare personale. Seguirà la selezione dei possibili fruitori dei corsi tra rifugiati, richiedenti asilo o persone che abbiano già il permesso di soggiorno. Quindi partiranno i corsi, tenendo conto delle diverse esigenze dei candidati, a partire dalla formazione linguistica e poi relazionale, rispetto al modo di vivere, di intendere le relazioni e i rapporti nel nostro contesto, per proseguire con le informazioni specifiche tecniche. Barbara Borsani ha sottolineato la cronica difficoltà di reperimento di persone adatte alle esigenze delle aziende.