BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Sondaggio nelle aziende: "Smart working? Sì, ma non sia una giungla"

Documento della Fiom Cgil-Brianza partendo dal presupposto che dopo l’emergenza dovrà essere diverso

Smart working

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Monza, 5 giugno 2020 -  Diritti e doveri, dopo l’indagine sul gradimento i metalmeccanici lanciano la piattaforma per mettere i paletti al lavoro agile. Soluzione obbligata in tempi di pandemia e opportunità "ma non deve essere una giungla", dice Pietro Occhiuto, segretario della Fiom Cgil-Brianza. È lui ad aver disegnato il percorso cominciato a inizio maggio con un sondaggio in importanti aziende del territorio che hanno scelto lo smart-working.

L’umore , molto positivo nei confronti della novità ,è stato sezionato a un tavolo allargato ai delegati di tutte le Rsu, per elaborare un pacchetto-base di punti sui quali scrivere le nuove regole. La full-immersion di due giorni, rigorosamente a distanza, ha preso in esame i problemi di connessione segnalati come una della criticità da risolvere ma anche di sicurezza e di orari. Perché se è vero che mettersi davanti al computer a casa significa tagliare i tragitti e abbattere le spese peri trasporti e pausa pranzo, l’altra faccia della medaglia è che "non si stacca mai". Aspetti che devono trovare spazio e controvalore economico negli accordi di categoria.

Ne è uscito un documento che non tralascia i punti deboli. Partendo dalla convinzione che quello che si sta facendo adesso "non è smart-working – spiega Occhiuto – ma una soluzione di emergenza per arginare il pericolo di contagio che ha cambiato tutto in pochi giorni per vie di fatto, senza intese. Il lavoro da remoto ha dimostrato la grande capacità di adattamento del personale ma al tempo stesso ha messo in luce i nodi da sciogliere".

Fra i punti deboli spiccano l’assenza di formazione e di strumenti – sono stati usati i pc dei lavoratori – e punto particolarmente delicato, la difficoltà di conciliare i tempi dell’ufficio e della famiglia specialmente per le donne". Eppure secondo gli intervistati la flessibilità degli orari è uno dei vantaggi che potrebbe risolvere una volta per tutte il rebus della cura dei figli.

Il sindacato vuole costruire "un sistema di diritti e di tutele per non sprecare le opportunità che il lavoro agile può offrire". La piattaforma guiderà i primi abboccamenti con le aziende, i tavoli di confronto sono già stati convocati. È un momento storico, "possiamo disegnare un nuovo sistema", ripete Occhiuto. Il canovaccio è stato scritto dagli stessi impiegati favorevoli a ricavare uno studiolo fra cucina e salotto anche dopo il Covid, ma con pause in presenza. Così certifica il sondaggio Fiom. "Ma soprattutto senza sfruttamento delle risorse", per il segretario "è il concetto più importante sul quale costruire il resto".