FABIO LUONGO
Cronaca

Sergio Friscia a ruota libera: "La comicità? Un dramma. E che noia i colleghi snob"

Le pellicole leggere e impegnate, il tg satirico: l’attore e presentatore siciliano si racconta "Verrò e mi premieranno, avrò fatto qualcosa di buono ma sicuramente in un’altra vita".

Sergio Friscia a ruota libera: "La comicità? Un dramma. E che noia i colleghi snob"

Sergio Friscia a ruota libera: "La comicità? Un dramma. E che noia i colleghi snob"

Ha dato vita a personaggi esilaranti, come pure a killer spietati e boss mafiosi. Perché le etichette proprio non gli piacciono e lo ha dimostrato in quasi 35 anni di carriera nei quali ha spaziato, con grande naturalezza, tra ruoli comici e drammatici. Ma lo ha messo in chiaro anche nella versatilità con cui si destreggia da sempre tra cinema, fiction, teatro, radio e televisione nei panni di conduttore. Tra i protagonisti di Visiona MovieFest ci sarà Sergio Friscia, attore di film con Pieraccioni e Ficarra e Picone, nelle serie Il Capo dei Capi e Squadra Antimafia-Palermo oggi, oltre che volto di Striscia la Notizia.

Ha ricoperto ruoli comici e drammatici: quale preferisce?

"Lotto da sempre contro le etichette, perché in Italia abbiamo questo limite, non del pubblico ma degli addetti ai lavori: se Danny De Vito fosse nato qui gli avrebbero fatto girare solo i cinepanettoni. Per chi fa il comico, il caratterista, è più semplice lavorare su un personaggio drammatico, piuttosto che l’inverso. Perché fare il comico è più difficile. Ma è sbagliato etichettare gli attori: dipende dal talento che uno ha. Io sono cresciuto osservando la realtà e forse è questa la forza dei miei personaggi: ho sempre preso tanto dalla realtà, basta guardarsi attorno, cogliere le caratteristiche di persone che vedi per strada ed esasperarle. Così ad esempio è nato il mio primo personaggio a “Macao“, la trasmissione di Gianni Boncompagni. Poi, facendo ruoli comici, ho dovuto lottare per poter provare a interpretare personaggi diversi: sono riuscito a ottenere un provino e da lì ho fatto il killer ne Il Capo dei Capi, e quindi Squadra Antimafia e altre cose. È per questo che spazio tra cinema, teatro, tv, per non annoiarmi a far sempre la stessa cosa, per sfidarmi sempre, mettermi alla prova e superare i miei limiti. Spero che tutti questi paletti mentali tra gli addetti ai lavori possano sparire".

Come riesce a passare così agevolmente dal comico al drammatico?

"Perché in realtà anche la comicità nasce dal dramma e quindi dipende da quello che sei, da ciò che hai vissuto. Io abitavo in via D’Amelio a Palermo e c’ero il giorno della strage: ho vissuto la Palermo di quegli anni, ho respirato quell’aria e quando ho dovuto interpretare il killer ho tirato fuori dal mio bagaglio interiore quel vissuto. Come per la comicità, ho preso dalla vita vissuta".

A cosa sta lavorando?

"Ho finito di scrivere un mio film e spero di girarlo l’anno prossimo, sarebbe un bel modo di festeggiare i 35 anni di carriera. Intanto a fine giugno inizierò le riprese di un film con Alessandro Siani, con cui si è creata una bella sinergia, e con Leonardo Pieraccioni, si intitola “Io e te dobbiamo parlare“".

Le piacerebbe girare un film a Monza?

"Sicuramente sì. Al Nord ho girato il rifacimento de “La donna della domenica“ con Giulio Base, ma di solito da queste parti vivo solo nel periodo di Striscia la Notizia: ci sono tante zone bellissime, mi piace molto. Vivo a Roma, ma non mi sono mai adattato del tutto: mi sono trovato più a mio agio in certe zone del Nord. Il mio sogno però è tornare a vivere in Sicilia, magari su una barca come istruttore subacqueo. Intanto sarò a Monza per questo evento: sono molto contento di partecipare a un’iniziativa così bella, quando me l’hanno chiesto ho accettato subito. Un premio poi è sempre gradito, anche se il premio più bello resta l’amore della gente: il pubblico mi vuole bene, avrò fatto qualcosa di buono in un’altra vita per meritarmi tutto questo affetto. Senza l’amore del pubblico non avrei fatto neanche la metà del percorso che ho fatto, perché questo affetto, il fatto di funzionare, aiuta a essere scelti. Non mi piace chi, tra i miei colleghi, fa lo snob".