Scuolabus fantasma, condannato amministratore delegato Dap srl: “Bugie per vincere le gare”

Lentate sul Seveso, le motivazioni della sentenza che ha condannato a 15 mesi Pasquale Angelino. La ditta fatta fuori protesta: "A noi nessun risarcimento, benefici solo al Comune"

Uno scuolabus

Uno scuolabus

Si è fatto attribuire punteggi che altrimenti non avrebbe ottenuto, con "dichiarazioni mendaci riguardanti il deposito e i mezzi dedicati al servizio di trasporto offerto al singolo Comune, sebbene non ne avesse la disponibilità, con riferimento al deposito o la sufficiente disponibilità con riferimento ai mezzi, tanto da dovere impiegare gli stessi autobus per più Comuni o mezzi diversi senza adeguata comunicazione". Questa la motivazione per cui il giudice del Tribunale di Monza Angelo Parisi ha condannato per turbativa d’asta a 15 mesi di reclusione e 750 euro di multa, con l’interdizione dai pubblici uffici, però sospesa perché incensurato, Pasquale Angelino, amministratore delegato della “Dap srl” per la vicenda delle gare d’appalto per il trasporto scolastico in Brianza.

Il giudice ha condannato l’imputato a pagare un risarcimento con una provvisionale di 10mila euro solo al Comune di Lentate sul Seveso. Prosciolto per prescrizione il padre di Pasquale Angelino, Lorenzo, ad della “Angelino srl”, perché i fatti contestati erano ormai datati. La condanna riguarda i Comuni di Lentate e Meda (che però non si è costituito parte civile); prescrizione per Seveso, Usmate Velate e Cogliate; assoluzione per Limbiate. La Procura aveva chiesto rispettivamente la condanna a 16 e 14 mesi di reclusione e 1.000 euro di multa per figlio e padre del Napoletano, accusati di avere reso dichiarazioni non veritiere in merito ai loro requisiti per aggiudicarsi tra il 2014 e il 2017 una gara d’appalto multilotto che riguardava i 6 comuni brianzoli.

Secondo i capi di imputazione gli Angelino avevano falsamente attestato, nell’offerta per partecipare alla gara pubblica, la disponibilità di un’autorimessa e di autobus destinati esclusivamente al servizio. Nessun risarcimento per i fratelli Bonfanti, la cui storica società per 40 anni ha gestito il trasporto scolastico prima dell’arrivo degli Angelino e che si sono costituiti parti civili al processo. «Non è stato provato un danno diretto ed immediato - ha ritenuto il giudice - ma questo procedimento è solo un ramo di un’indagine più ampia sulle condotte degli imputati". "Io ci ho messo la faccia, io ho fatto denuncia e l’unico che ne beneficia è il Comune di Lentate - sostiene Franco Bonfanti, 65 anni, operativo dal 1980 al 2010 con la società di autoservizi gestita insieme al fratello e poi finita in liquidazione - La mia sarà anche una vittoria di Pirro, ma ho dimostrato che dicevo la verità".