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8 apr 2022

Ricerca sui vaccini Il Pio XI in prima fila

Valutata la risposta al siero sugli operatori sanitari. A 4 mesi da due dosi Pfizer. gli anticorpi crollano

Una interessante ricerca sul Covid è stata effettuata presso l’ospedale Pio XI di Desio e pubblicato sulla rivista “Scandinavian Journal of clinical and laboratory investigation“.

Lo studio, svolto dal team del Laboratorio Analisi di Desio, sotto la regia di Valerio Leoni, ha monitorato la risposta anticorpale di una platea selezionata di operatori sanitari dell’ospedale cittadino nei quattro mesi successivi alla vaccinazione con le 2 dosi previste di Pfizer. Arruolati 249 soggetti che si sono prestati volontariamente (51 operatori sanitari precedentemente infettati e 198 non infettati). Con i campioni di sangue raccolti in modo sequenziale ovvero a diversi intervalli di tempo, è stata monitorata l’evoluzione della concentrazione degli anticorpi anti-Spike, specifici contro la proteina SARS-CoV-2. Dopo un picco di presenza anticorpale misurata successivamente alla seconda dose, a distanza di 4 mesi, nell’estate dello scorso anno, si è osservato un calo significativo della quantità di concentrazione degli anticorpi. È in corso adesso l’analisi dei dati ottenuti dopo un anno dal ciclo vaccinale, con due dosi e dopo il booster, con la terza dose. "Obbiettivo di questo studio – spiega Roberto Domenici, tra gli specialisti che hanno partecipato al lavoro – era valutare la persistenza anticorpale nel tempo e la proporzione di anticorpi neutralizzanti con maggiore affinità verso SARS-CoV-2, soprattutto nei soggetti che non hanno avuto l’infezione e nei soggetti immunosoppressi, in modo da specificare caratteristiche, durata ed intensità della riposta anticorpale protettiva nel lungo periodo". Adesso si attende l’arrivo degli ulteriori risultati. Lo studio dà il suo contributo nel dibattito scientifico internazionale per delineare con sempre maggiore chiarezza e precisione l’efficacia nel tempo dei vaccini.

Rappresenta quindi una pietra nel cammino, che si sta dimostrando quanto mai lungo e difficile, per sconfiggere una volta per tutte il virus che ha scatenato la pandemia in tutto il mondo.

Alessandro Crisafulli

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