BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Rapinata e violentata. Preso l’aggressore: è il barista dell’ospedale. Vimercate sotto choc

Il sollievo del sindaco per l’indagine lampo e il messaggio alla vittima: "Ci mettiamo a sua disposizione per ogni necessità, pronti ad aiutarla".

Il sollievo del sindaco per l’indagine lampo e il messaggio alla vittima: "Ci mettiamo a sua disposizione per ogni necessità, pronti ad aiutarla".

Il sollievo del sindaco per l’indagine lampo e il messaggio alla vittima: "Ci mettiamo a sua disposizione per ogni necessità, pronti ad aiutarla".

"Un’indagine lampo ha assicurato il responsabile alla giustizia, siamo davvero grati ai carabinieri, ora aspettiamo il processo. Alla donna vorrei dire che le siamo tutti vicini e che ci mettiamo a sua disposizione per ogni necessità. Se vorrà sostegno psicologico, l’aiuteremo". Il sindaco di Vimercate, Francesco Cereda, abbraccia a nome dell’intera città la 35enne stuprata nel suo bar, il 13 luglio. Poi si ferma a pensare alla “sua“ città. "Abbiamo problemi di ordine pubblico, ma niente che abbia a che vedere con fatti così gravi – le parole del primo cittadino –. Erano più di 40 anni che non succedeva nulla del genere a Vimercate. Al massimo ci occupiamo di malamovida, schiamazzi, vandalismo, nulla che possa avere una portata così drammatica. Questo episodio è un fatto a sé, una terribile una tantum, che non c’entra con problemi di sicurezza".

Sono stati dieci giorni difficili per tutti. La brutale aggressione della titolare del locale in centro ha scosso la comunità nel profondo. "L’assalitore pagherà il suo conto con la collettività, per lei adesso comincia un lungo percorso che speriamo possa permetterle di lasciarsi l’episodio alle spalle". Ci vorrà tempo per imparare a convivere con quei terribili minuti che due sabati fa le hanno cambiato la vita per sempre. Erano le 6.30 del mattino e lei doveva preparare il locale per la solita giornata di lavoro, quando Alessandro Gaudioso, 19 anni, che abita poco lontano, dietro a piazza Marconi, le ha puntato una pistola alla tempia. Prima le ha ordinato di consegnare l’incasso, poi l’ha costretta a entrare nel retrobottega e ha abusato di lei. Nonostante la vittima lo implorasse di non farle del male. Anche se sotto choc è stata proprio la donna a lanciare l’allarme e a fornire alle pattuglie guidate dal capitano Giuseppe Della Queva particolari utili a rintracciare il giovane che ha precedenti per droga, che risalgono a quando era minorenne. Da poco era stato assunto dalla società che gestisce il bar dell’ospedale ed era proprio dietro al bancone a preparare caffè e cappuccini quando i militari l’hanno arrestato, mercoledì, fra pazienti e medici. Ieri, all’interrogatorio di garanzia ha scelto di non rispondere alle domande del giudice. Scontato che resti in carcere a Monza fino al processo.